Cronaca

Iran, autotrasportatori piemontesi sull’orlo del collasso per il caro-gasolio dopo la guerra

L’autotrasporto piemontese è sull’orlo del collasso: con il diesel oltre i 2 euro al litro, molte imprese viaggiano in perdita e i costi del carburante arrivano a incidere fino all’85% sulle spese operative, spingendo camion e autisti verso un fermo inevitabile. Giovanni Rosso, Presidente degli autotrasportatori di Confartigianato Piemonte, lancia l’allarme: «Un aumento di pochi centesimi sul diesel genera costi aggiuntivi di migliaia di euro per ogni veicolo». Per molte micro-imprese continuare a viaggiare significa operare in perdita. Il diesel, passato da 1,35 euro nel 2021 a oltre 2 euro oggi, pesa ormai fino all’85% sui costi operativi, svuotando le casse delle aziende. La situazione rischia di provocare effetti a catena sui prezzi al consumo. Gli autotrasportatori ottimizzano ogni chilometro e investono in telematica per risparmiare, ma il caro-gasolio rende ogni strategia insufficiente. Senza interventi immediati, il rischio è che camion e autisti siano costretti a fermarsi.

Giorgio Felici, Presidente regionale di Confartigianato, non usa mezze parole: «Dire che il carburante lo consumano i ricchi è un approccio da socialismo reale. Si ignora chi muove le merci del Paese. Se vogliono che fermiamo i camion, lo dicano chiaramente». Le giustificazioni del Governo sul mancato taglio delle accise vengono definite “grottesche”, mentre l’intera filiera logistica regionale rischia di collassare. Per ogni 100 euro incassati, 85 finiscono in carburante. Una pressione economica insostenibile che, secondo Confartigianato Piemonte, mette a rischio la sopravvivenza delle micro-imprese e dell’intero settore. «Gli autisti saranno costretti a spegnere i motori per non lavorare in perdita», conclude Felici, lanciando un appello urgente allo Stato. Senza interventi immediati, l’autotrasporto piemontese rischia un fermo senza precedenti.