Iran alta tensione, un attacco Usa potrebbe essere imminente oltre che deleterio per l’intera area mediorientale
Le dichiarazioni incrociate tra Stati Uniti ed Iran non sempre concilianti, al contrario, fanno dubitare della effettiva volontà dell’amministrazione Trump di chiudere un accordo sul nucleare iraniano che sia soddisfacente per entrambe le parti in causa. È ragionevole affermare, i fatti sono chiari, che la Repubblica Islamica dell’Iran fosse disponibile sia al negoziato (che ha ancora uno spiraglio aperto) sia alle ispezioni e al controllo del piano di sviluppo nucleare nazionale da parte dell’agenzia delle Nazioni Unite specializzata in questo settore. Relativamente al massiccio afflusso di uomini e mezzi statunitensi sul possibile teatro di guerra vanno rilevati alcuni punti che tratterò sommariamente non essendo un esperto di faccende militari. Va da sé che si tratta di pareri che traggo come chiunque di voi da ciò che posso leggere o ascoltare da analisti e osservatori di affari internazionali, pareri che a mio stretto giudizio ritengo attendibili o degni di interesse per la riflessione. In primis c’è da rilevare che l’effettiva efficacia della difesa missilistica statunitense, israeliana e dei paesi alleati di rispondere a un conflitto di lunga durata con l’Iran è una incognita considerato che a quanto posso capire la dotazione di missili da parte degli USA ha problemi di produzione e approvvigionamento dopo l’uso che ne è stato fatto per la difesa di Israele lo scorso anno. Negli ultimi giorni il personale di stanza in diverse basi militari statunitensi presenti nei paesi alleati della regione è stato massicciamente evacuato il che non fa presagire nulla di buono. Poi c’è un altro aspetto che riguarda la superiorità aerea degli Stati Uniti che parrebbe essere netta. Non è certo invece che questa superiorità nello spazio aereo sia eguagliata da quella sul mare nonostante la consistenza delle forze navali inviate dagli Stati Uniti verso il golfo Persico, che contano ben tre imponenti portaerei. La guida suprema iraniana Khamenei si è già espresso su questo punto, vale la pena ricordare il discorso pronunciato qualche giorno fa ovvero che le portaerei possono essere affondate. Se si dovesse verificare un evento del genere andrebbe a ridefinire l’uso di questi mezzi navali nella guerra contemporanea e, cosa ancora più grave, porrebbe gli USA di fronte a una questione di dottrina, dal loro punto di vista, vale a dire darebbe il via a una risposta che prevede l’uso dell’arma nucleare. Tutto ciò è ovvio cosa andrebbe a innescare in Medio Oriente, l’Armageddon, una catastrofe di proporzioni bibliche che confermerebbe le profezie apocalittiche di Giovanni nelle sacre scritture. È proprio Israele, il luogo in cui si trova la valle in cui avrà luogo la battaglia finale tra il bene e il male. Ma chi è il bene e chi il male? Ognuno crede di essere dalla parte del giusto, perfino le SS lo credevano. Da alcune indiscrezioni rivelate dai media statunitensi c’è riluttanza anche nel “cerchio magico” di Trump relativamente a un attacco nei confronti dell’Iran. Non si tratta di colombe: il rischio per gli USA, come ho già espresso sopra, è che la scarsità di copertura missilistica determinerebbe, in caso di conflitto, una risposta da parte iraniana che potrebbe causare un elevato numero di vittime tra i militari USA e per molti neocon non sarebbe auspicabile.
