La protesta degli studenti del liceo “Majorana” di Lucca: “. Tre classi, un laboratorio e uno spazio relax dichiarati inagibili”
Gli studenti di un istituto scolastico di Lucca protestano contro le condizioni della loro scuola che di recente avrebbe subito anche alcuni ridimensionamenti. Riceviamo e pubblichiamo il loro comunicato. “Dove sono le istituzioni? Mentre si celebrano le costosissime Olimpiadi invernali, mentre il Governo spende sempre più in armi e mentre sempre più spesso si spostano fondi dalla scuola pubblica a quella privata, le nostre scuole crollano. È inaccettabile che si trovino miliardi di euro per progetti faraonici e divisivi come il Ponte sullo Stretto di Messina, un’opera dal costo esorbitante e dall’utilità incerta, mentre mancano i fondi base per garantire la sicurezza minima all’interno dei nostri istituti”. “Le priorità sono chiare: si preferisce investire nel cemento e nelle grandi opere di facciata piuttosto che nella tutela della vita degli studenti. Le nostre classi vengono chiuse, interi istituti sono messi in ginocchio nel tentativo di garantire il diritto allo studio, sancito dalla Costituzione. Noi studenti del Liceo “Ettore Majorana” di Lucca, a partire da giovedì 5 febbraio, abbiamo visto sottrarci spazi vitali per il normale svolgimento delle attività scolastiche. Tre classi, un laboratorio e uno spazio di incontro per gli studenti durante l’intervallo sono stati definiti inagibili dopo un’ispezione della Provincia di Lucca. Tutto ciò in un ambiente già sottodimensionato: più di dieci classi, infatti, sono da tempo relegate in container posti nei giardini”.
“Questa situazione, per quanto definita “provvisoria”, mette a dura prova un’intera comunità scolastica che cerca di riorganizzarsi trovando nuovi spazi nei pochi liberi o, peggio, sacrificando luoghi fondamentali come la biblioteca. Da anni gli studenti, i docenti e la dirigenza hanno reso noti i diffusi disagi strutturali: infiltrazioni durante le giornate di pioggia, finestre bloccate, riscaldamento guasto e uno spazio inadeguato per le attività di scienze motorie. L’inagibilità dei nostri spazi non è un “evento straordinario”, ma la logica conseguenza di una drammatica incuria dell’edilizia scolastica. La mancanza di sicurezza nelle scuole è un’emergenza nazionale che viene ignorata in favore di investimenti in armamenti o infrastrutture discutibili”.
“Come si può pretendere dai giovani maturità e indipendenza se siamo continuamente ritenuti di scarsa importanza, al punto da abbandonare gli edifici scolastici al degrado? Per quanto a lungo ancora la scuola potrà sopportare di essere messa in secondo piano rispetto ai grandi interessi economici e alle spese militari? È necessario arrivare al punto di non poter più entrare in classe per riconoscere lo stato in cui le nostre scuole versano da anni? Noi crediamo di no e con questo comunicato rendiamo pubblico il nostro disagio e la nostra indignazione. Chiediamo non solo di intervenire sul caso singolo, ma di invertire la rotta: fermate lo spreco di fondi e investite nella sicurezza della nostra scuola. Restituite dignità a chi la scuola la vive: noi studenti, i docenti e tutto il personale Ata”.
