Linea Oriente

Gaza, dalla tregua ad oggi quasi 600 morti e oltre 1500 feriti

A Gaza City la situazione non è affatto tranquilla: proteste da parte di Hamas al seguito dell’entrata di Israele nel “Board of peace” per la Striscia di Gaza, entrata sancita dalla firma del premier Netanyahu, presente il segretario di stato USA Rubio, prima dell’incontro di mercoledì 11 febbraio 2025 con il presidente Donald Trump alla Casa Bianca. Hamas ha nettamente affermato che non intende disarmare, mentre in Cisgiordania continuano le violente intemperanze dei coloni. Anche il ministro degli Esteri turco e il premier del Qatar hanno discusso di questo dossier che influisce sulla stabilità regionale. Il presidente degli USA Trump sul social Truth ha riferito di “enormi progressi compiuti a Gaza” dopo il bilaterale con Netanyahu che Hamas ha invece bollato come “la farsa del secolo” attraverso la dichiarazione di un alto dirigente del partito, Osama Hamdan, rilasciata ad Al Jazeera. In un’altra intervista rilasciata alla rete pubblica norvegese Nrk il portavoce di Hamas ha ribadito che il partito intende sostenere il Comitato di tecnocrati palestinesi previsti dal piano di pace, e, testualmente, Hamas cederà loro il controllo di 10.000 agenti di polizia nella Striscia ma non intende in alcun modo disarmare le proprie milizie “finché Israele occuperà la Palestina” esprimendo la decisa volontà di continuare a combattere. Fonti del partito islamista hanno fatto sapere che da quando è scattata la cosiddetta tregua del 10 ottobre 2025 le vittime delle incursioni israeliane si assestano a quasi 600 morti e oltre 1500 feriti. I numeri rilasciati da Hamas inerenti alle vittime palestinesi dei raid israeliani lanciati dopo il fatidico 7 ottobre 2023 sono impressionanti: oltre 72.000 morti e più di 171.000 feriti. Attualmente coloro i quali necessitano di cure vengono evacuati molto a rilento attraverso il valico di Rafah sotto stretto controllo delle forze di occupazione israeliane che di fatto ne limitano la completa libertà di movimento. Intanto gli attivisti hanno riferito della violenza senza fine in Cisgiordania dove i coloni hanno demolito almeno 15 abitazioni nei pressi di Gerico, la mitica città dalle possenti mura che crollarono al suono delle trombe di guerra degli Israeliti. Gli israeliani oggi si sentono i loro diretti discendenti ed evidentemente intendono mettere in atto una profezia che si dovrebbe auto avverare. In realtà, come abbiamo già avuto modo di notare, sono i palestinesi ad avere nel DNA una parentela molto più stretta con gli antichi popoli che hanno vissuto nella regione. L’azione distruttiva dei coloni che operano come braccio armato dell’estremismo sionista al potere in Israele si è intensificata dopo che il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato dei provvedimenti che costituiscono una ulteriore stretta al controllo esercitato illegalmente da Israele sul territorio palestinese. Questo potrebbe sottintende l’intenzione di continuare con gli insediamenti in territorio palestinese lasciando mano libera ai coloni, il che ha suscitato la contrarietà e le critiche della Lega Araba, degli Stati Uniti e dell’Unione Europea.