Cronaca

Porcari si ferma: bandiere a mezz’asta e palloncini bianchi per la famiglia Kola, l’ultimo saluto prima del viaggio verso l’Albania

A Porcari è lutto cittadino. C’è silenzio per le strade. Un silenzio pesante, denso, quasi irreale. E’ il giorno delle bandiere a mezz’asta. E’ il giorno in cui i cittadini di Porcari, feriti da una tragedia che ha lasciato un segno profondo, si sono stretti ancora una volta attorno al ricordo di Arti, Jonida, Hajdar e della piccola Xhesika. Alle nove del mattino la piazza davanti al Comune era già piena. Gente comune, amici, conoscenti, vicini di casa. Famiglie intere. Ragazzi e ragazze con i palloncini bianchi stretti tra le mani e gli occhi lucidi. Sul cartellone dedicato a Xhesika, la più giovane, parole semplici e sincere: Xhesika vive per sempre nei nostri cuori. A tenerlo i ragazzi della 3D, i compagni di Xhesika. Erano tutti lì, sotto una timida pioggia, con o senza ombrelli, nel silenzio totale, a salutare per l’ultima volta la famiglia Kola. Quando il corteo è partito, diretto verso l’Albania dove la famiglia riposerà per sempre, in tanti sono rimasti fermi ai lati della strada. Qualcuno con le mani giunte, qualcuno con lo sguardo basso, altri con le lacrime che scendevano senza più filtri. Un passaggio lento, carico di un dolore che non ha bisogno di parole. Arti, Jonida, Hajdar e Xhesika tornano nella terra dove erano nati, ma a Porcari avevano scelto di vivere. E Porcari oggi li ha accompagnati fino all’ultimo metro, come si fa con i propri. Il sindaco Leonardo Fornaciari, visibilmente commosso, ha voluto essere presente accanto ai familiari. Allo zio che quella notte ha tentato disperatamente di salvarli è stata consegnata una litografia dell’artista Andrea Bartalesi, con la Torretta – simbolo del paese – insieme al tricolore. Un gesto semplice, ma carico di significato. «Questa famiglia riparte per l’Albania, torna nella terra in cui è nata, accompagnata dai propri cari – ha detto il sindaco – ma aveva scelto di vivere qui, a Porcari. E Porcari in questa settimana ha attraversato un dolore tremendo. La morte della famiglia Kola è una disgrazia che ha colpito nel profondo tutta la nostra comunità. Anche questa mattina il paese ha voluto dimostrare il suo rispetto per queste vite che non ci sono più». Poi il countdown. Giovani voci tremanti che iniziano a contare. 10, 9,8… e poi il lancio. Decine di palloncini bianchi volano in cielo. Ora le salme stanno viaggiando verso l’Albania, al di là del mare. Là dove altri parenti li stanno aspettando, là dove torneranno alla terra in cui sono nati e dove riposeranno per sempre. Fisicamente là. Qui, invece, nei ricordi di un paese che in questi giorni ha imparato a conoscerli davvero e che non li dimenticherà.