Addio ad Antonino Zichichi, il fisico che leggeva nelle leggi della matematica la mano di Dio, aveva 96 anni
E’ stata una delle figure più carismatiche e discusse del panorama scientifico internazionale. Antonio Zichichi ci ha lasciato stamani (9 febbraio) all’età di 96 anni, lasciando un vuoto incolmabile non solo nel mondo accademico: con lui scompare il fisico che ha contribuito a fondare la moderna ricerca sulle particelle elementari, ma anche l’uomo che cercava nelle equazioni la traccia di Dio. La carriera. Nato a Trapani il 15 ottobre 1925, la sua carriera è stata indissolubilmente legata al CERN di Ginevra, dove fin dagli anni Sessanta ha guidato progetti scientifici d’avanguardia. Fondamentale nel 1965 la scoperta del primo esempio di antimateria nucleare, l’antideutero, capace di spalancare nuovi orizzonti sulla comprensione delle leggi che governano l’universo.
Dalla Svizzera all’Italia, Zichichi è stato il “padre” dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, scavati sotto 1400 metri di roccia e nati per studiare i segreti dei neutrini. Attraverso la presidenza dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) e la creazione del Centro Ettore Majorana di Erice, ha attirato nel nostro paese i premi Nobel di tutto il mondo.
Tra Scienza e Fede. Uomo di scienza, Zichichi ha dedicato la sua vita anche al tentativo di stabilire un ponte tra fede cattolica e rigore galileiano. Un tratto distintivo, questo, che gli è valso non poche critiche nel mondo accademico. Zichichi, infatti, considerava la scienza non un mezzo per negare Dio, ma lo strumento privilegiato per ammirarne il creato. Celebre la sua frase “Se c’è una legge, deve esserci un Legislatore”, per mostrare nelle costanti universali la firma di un progetto intelligente. Se può una formula matematica svelare il grande mistero dell’esistenza? Per Zichichi la risposta è sempre stata no. Il ritorno nella sua Sicilia e l’addio. Nonostante una vita passata fra Ginevra e i più grandi laboratori del mondo, Zichichi ha dato l’ultimo saluto all’umanità nella sua terra, la Sicilia. Lo scienziato si è spento questa mattina (9 febbraio) a Trapani, città dov’era nato e a cui era rimasto profondamente legato.
Una morte serena, arrivata nel sonno per cause naturali, all’età di 96 anni. L’epilogo di una vita dedicata instancabilmente alla ricerca. Fino all’ultimo, Zichichi ha mantenuto quel ruolo di “sentinella del sapere” che lo aveva portato a guidare la World Federation of Scientists e a interrogarsi, con la curiosità di un bambino e il rigore del fisico, sui destini dell’umanità di fronte alle grandi sfide attuali del clima e dell’energia. Non solo fisico, Zichichi è stato un uomo che non ha mai avuto paura di testimoniare la propria fede in un’epoca di scetticismo. La sua Sicilia, e l’Italia intera, si preparano ora a rendergli omaggio: il suo nome resterà scolpito fra la terra e il cielo.
