Cronaca

Olimpiadi invernali, prologo della cerimonia d’inaugurazione un filmato con Mattarella in tram guidato da Valentino Rossi

Mentre il mondo intero volge lo sguardo verso le splendide luci di San Siro per l’inaugurazione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, il gesto più potente della serata arriva nel silenzio di un binario. Sergio Mattarella ha scelto di raggiungere lo stadio Meazza non con il consueto corteo di auto blu, ma a bordo di un tram. Un filmato registrato lo scorso 2 febbraio e proiettato sulmaxi-schermo di San Siro, a ridosso della cerimonia d’apertura dei Giochi. Una scelta sobria, quasi sussurrata, che incarna perfettamente lo stile di un Presidente che ha fatto della semplicità e del contatto con le persone il marchio dei suopi due mandati. La scelta del tram non è affatto casuale. A Milano, questo mezzo non è solo un trasporto pubblico, ma un elemento d’arredo urbano, un pezzo di storia che sferraglia tra i quartieri da oltre un secolo. Rappresenta il luogo della quotidianità, lo spazio dove migliaia di cittadini, studenti e lavoratori si incrociano ogni giorno. Vedere la massima carica dello Stato seduta su quegli stessi sedili di legno, come un passeggero qualunque, trasforma l’avvio delle Olimpiadi da evento d’élite a festa di popolo. È un messaggio di vicinanza: i Giochi appartengono a chi vive la città, non solo a chi la governa.

Il piano, studiato nei minimi dettagli dal Quirinale, è rimasto segreto fino all’ultimo istante. Alle ore 20, nel momento esatto in cui le luci del Meazza si sono abbassate, i maxischermi dello stadio hanno rivelato l’immagine: il Presidente seduto all’interno della carrozza, ripreso di spalle mentre osserva la città che scorre fuori dal finestrino. Un tocco di leggenda ha arricchito la scena: alla guida del convoglio, nei panni del manovratore d’eccezione, il Valentino Rossi. Un incontro tra due icone italiane che ha unito il prestgio dell’unità nazionale alla successo sportivo. Per questo filmato che ha inaugurato le Olimpiadi invernali 2026 gli organizzatori hanno scelto la chiave del racconto low profile, una normalità calda e familiare e una punta di autoironia presidenziale. Ma niente a che vedere con filmati spettacolari di altre edizioni olimpiche. Il tram numero 26, chiaro riferimento all’anno dei Giochi, fa un percorso notturno per una Milano quasi fatata, toccando i luoghi più simbolici della città. All’interno si vede il presidente della Repubblica che interagisce con due bambine a cui è caduto un pupazzetto mascotte dei Giochi olimpici, che raccoglie lui stesso da terra, e poi prima di scendere alla fermata dello Stadio Meazza, capolinea del percorso.

L’arrivo del Presidente in tram, privo di coreografie sfarzose o ingressi trionfali, ha dato il tono all’intera cerimonia. In una due giorni milanese trascorsa tra gli atleti e le delegazioni, Mattarella ha preferito i gesti umani ai protocolli rigidi. Dopo l’ingresso a San Siro e l’accoglienza calorosa del pubblico, la sua voce ha pronunciato la formula rituale di apertura dei Giochi, ma il ricordo più forte resterà quel tragitto sui binari. Un atto che ricorda come, anche dietro l’evento più grandioso del mondo, debbano sempre restare i valori della normalità e del servizio alla comunità.