L’ennesimo grave episodio di violenza contro una donna arriva da Casal di Principe, nel casertano, dove un 57enne accecato dalla rabbia, presumibilmente in seguito ad una lite, ha sparato tre colpi di pistola calibro 9 contro sua moglie. Il tutto è avvenuto nelle prime ore della mattinata di lunedì 2 febbraio con l’utilizzo di un’arma detenuta in casa illegalmente. Fortunatamente, i tre proiettili non hanno raggiunto la vittima di tale violenza, colpendo, da quanto riportato dalle forze dell’ordine, il televisore e altri elettrodomestici. La donna è rimasta illesa, nonostante la furia del marito, e ha immediatamente chiamato i carabinieri. Quando gli agenti sono giunti all’interno dell’abitazione, hanno trovato la donna sola e visibilmente sconvolta per quanto accaduto. Nel frattempo, mentre la moglie veniva soccorsa, il marito si accingeva a raggiungere, a bordo della sua automobile, la stazione locale dei carabinieri. Il 57enne, infatti, si è recato spontaneamente dai militari dell’Arma, accompagnato dal suo avvocato, per confessare la violenza da lui compiuta. L’uomo, su richiesta dell’autorità giudiziaria, è stato arrestato e condotto all’interno del carcere di Santa Maria Capua Vetere con l’accusa di tentato femminicidio. Inoltre, ad aggravare ulteriormente la sua situazione, ci sono i 28 proiettili trovati all’interno di una scatola nell’abitazione, tutti dello stesso calibro di quelli esplosi contro la moglie. Ciò accentua la gravità delle sue azioni e conferma la presunta predisposizione dell’uomo alla violenza. Non sono ancora del tutto chiare le ragioni che lo hanno spinto ad impugnare quella pistola, con l’intento di fare del male alla donna, ma i carabinieri suppongono che ciò sia avvenuto, come già anticipato, a causa di una violenta discussione. È una vicenda che, ancora una volta, ha per protagonista un marito, ormai privo di lucidità, che reagisce con estrema rabbia ad una lite, mettendo gravemente in pericolo chi ha di fronte. Un semplice litigio avrebbe potuto trasformarsi in un tragico dramma finito nel sangue. Un altro uomo avrebbe potuto porre fine alla vita di una donna che non ha alcuna colpa, se non quella di vivere in una società che, troppo spesso, giustifica discriminazioni di genere, sopraffazione e abusi.
