Incredibile ma vero. Una maestra delle elementari è stata spintonata e colpita con un pugno dal padre di un’alunna. L’episodio si è verificato nella tarda mattinata di sabato 1° febbraio nell’atrio di un istituto scolastico statale della periferia di Piacenza. Secondo quanto ricostruito, l’uomo si era presentato a scuola prima del termine dell’orario delle lezioni per prelevare la figlia. Alla richiesta dell’insegnante di compilare il modulo necessario per formalizzare l’uscita anticipata dell’alunna, il genitore avrebbe reagito con violenza. Pur compilando il modulo, subito dopo, all’improvviso, ha strattonato la docente e le ha poi sferrato un pugno al volto, il tutto sotto gli occhi della bambina. Non è ancora chiaro il motivo che abbia portato l’uomo ad andare in escandescenza.
A intervenire per primi sono stati tre agenti della polizia locale del comando di via Rogerio, impegnati in quel momento nel servizio di viabilità all’esterno della scuola per agevolare l’attraversamento pedonale. Alcuni genitori presenti avrebbero immediatamente segnalato agli agenti quanto stava accadendo. L’insegnante ha dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso e, dopo essere stata medicata, ha presentato insieme
alla dirigente della scuola una denuncia.
Su quanto accaduto interviene Andrea Grossi, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale di Parma e Piacenza, che definisce «grave» l’episodio. Quanto avvenuto, continua, conferma «il fatto che la scuola è un luogo in cui spesso si scaricano tensioni e problemi di ordine esistenziale, familiare e sociale». Nello specifico, «nel caso in questione, durante una normale procedura di uscita anticipata, il genitore di un’alunna ha dato seguito a un’escalation immotivata di violenza verbale e fisica». E aggiunge: «Ogni giorno i docenti e il personale scolastico affrontano situazioni educative complesse e impegnano la loro professionalità e il loro senso di dedizione nell’accompagnare e tutelare gli alunni e le alunne che sono loro affidati. Sono particolarmente vicino all’insegnante vittima di questa aggressione e ricordo che il Ministero dell’Istruzione e del Merito garantisce il patrocinio legale da parte dell’Avvocatura dello Stato per casi di questo tipo».
«Valuteremo la costituzione di parte civile nel processo contro la persona che ha aggredito e preso a pugni la maestra di sua figlia», ha dichiarato in una nota Salvatore Pizzo, coordinatore della Gilda di Parma e Piacenza. Pizzo ha inoltre ricordato che «la violenza e la minaccia a un pubblico ufficiale – qualifica che spetta ai docenti delle scuole statali – è punita con la reclusione fino a cinque anni, che può arrivare fino a sette anni e sei mesi nel caso di aggressioni da parte dei genitori, in base a un’aggravante specifica introdotta recentemente nel codice penale». Il sindacato auspica infine che «l’amministrazione scolastica fornisca tutto il supporto possibile alla maestra aggredita» e chiede per il protagonista dell’episodio «una pena esemplare».
(Fonte Corriere della Sera)
