Tanti vecchi e nuovi problemi e sullo sfondo il referendum. Dopo l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026 in Cassazione a Roma, è il turno delle ventisei Corti d’Appello, la cerimonia in tutta Italia a poche settimane dal referendum. A Firenze ha preso la parola la presidente reggente della Corte d’Appello, Isabella Mariani, che ha sottolineato le criticità degli organici, carichi di lavoro elevati e l’urgenza di stabilizzare l’Ufficio del processo, ma anche i danni strutturali dell’edificio di Palazzo di Giustizia e i ritardi nei lavori di ristrutturazione. È intervenuto anche il procuratore generale Ettore Squillace Greco per delineare l’aumento in Toscana dei fenomeni di cyber-bullismo, bullismo scolastico e diffusione di materiale pedo-pornografico e anche armi tra gli adolescenti. Una relazione a parte ha riguardato la situazione carceri che le toghe hanno descritto come sovraffollamento, ma non allarmante, benché preoccupino le situazioni degli istituti di Firenze Sollicciano e Prato Dogaia. Fuori l’ingresso del Palazzo di Giustizia il sindacato ha cercato di sensibilizzare i passanti sul vicino referendum del 22 e 23 marzo invitando a votare no e spiegando che questa riforma del Governo non migliorerà le condizioni del sistema giudiziario e resta preoccupante la situazione dei precari di Palazzo di Giustizia. Alessio Branciamone, segretario Funzione Pubblica Cgil Firenze: “Siamo qui per chiedere un sistema di giustizia funzionante e semplice per cittadini e chi ci lavora. Poniamo attenzione sulla stabilizzazione dei precari del Pnrr, personale fondamentale in questo momento per l’efficienza della macchina della giustizia”.
(Fonte Today)
