“Elena del ghetto”, la vera storia di una donna a cui nessuno volle credere, ma poi i nazisti a Roma nel 1943 arrivarono davvero
Arriverà nelle sale cinematografiche italiane il prossimo giovedì 29 gennaio, “Elena del Ghetto”, il nuovo film diretto da Stefano Casertano, e basato su una storia vera. È una pellicola drammatica dai tratti travolgenti, una storia narrata con veridicità ed estremo rispetto. Ha per protagonista Elena Di Porto, interpretata dalla talentuosa Micaela Ramazzotti, una coraggiosa donna ebrea romana, straordinariamente forte e anticonformista.
La sua è una dura e toccante vicenda ambientata tra il 1938 e il 1943, gli anni in cui il Ghetto di Roma, luogo in cui vive, subisce i soprusi dei fascisti. Lei è profondamente diversa dall’immaginario tipico delle donne di quel tempo, ed è proprio per la sua speciale diversità che viene definita con sdegno “la matta”. Eppure, Elena non teme il giudizio altrui e lotta incessantemente per la sua indipendenza: è divorziata, fuma e indossa i pantaloni. Vive una vita fuori dagli schemi che la società ha costruito. La sua libertà e la necessità di andare oltre ciò che gli altri si aspettano, la portano a vivere dei momenti di crisi che, però, non fermano il suo urgente bisogno di farsi sentire. È per la sua personalità ribelle che viene più volte arrestata, è per la sua voglia di sentirsi libera che, persino dei medici, le attribuiscono delle devianze. Nonostante le numerose umiliazioni subite, non smette di combattere il male che potrebbe colpire lei e tanti altri innocenti. Non a caso, quando i nazisti arrivano a Roma, lei si unisce con fermezza alla Resistenza, sicura di ciò che desidera per sé e per il suo popolo.
Riesce, inoltre, a scoprire in anticipo la notizia del piano di rastrellamento dei nazisti. Tenta di avvisare tutti, bussando ad ogni porta, ma soltanto in pochi le crederanno, mettendosi in salvo. Il pregiudizio su di lei li condiziona, al punto di non fidarsi dell’unica persona che potrebbe evitargli una tragica fine. Il 16 ottobre 1943, infatti, i nazisti deportarono più di mille ebrei romani, costretti ad andare incontro ad un drammatico destino.
È un film che mette in scena le sensazioni, i pensieri, l’interiorità di una donna che ha affrontato, con inesauribile tenacia, innumerevoli difficoltà. È il racconto sincero di una ribellione che sa di libertà, di una vita spesa tra dolore e rivolta, tra continue lotte e autonomia. La sua forza le ha permesso di andare al di là dell’oppressione e della paura. È un incredibile esempio di fierezza che va oltre gli insulti, è simbolo del coraggio che cura ogni ferita. “Elena del Ghetto” è una produzione cinematografica che mostra delle dolorose pagine di storia attraverso gli occhi di chi le ha vissute, con uno sguardo sempre rivolto alla libertà.
