Polvere di stelle

“Oi vita mia”, nel film in uscita di Pio e Amedeo c’è anche Lino Banfi

E’ uscito giovedì scorso, 27 novembre, bre, nelle sale cinematografiche italiane il film “Oi Vita mia”, che segna l’esordio alla regia del duo comico formato da Pio e Amedeo. È una commedia costruita sulla loro inconfondibile ironia, ma che mette in scena un nuovo volto dei due attori. Stavolta, alle loro battute pungenti, si aggiungono delle sfumature che vanno ben oltre la pura comicità. C’è la rappresentazione di un mondo che può appartenere ad ognuno, c’è al centro una storia che invita, con spontaneità, a riflettere. È stato girato proprio nella regione d’origine dei due comici, la Puglia, tra il Gargano, Vieste e Foggia durante l’estate 2025.

Pio gestisce un centro di recupero per ragazzi fragili e disorientati, mentre Amedeo è il proprietario di una casa di riposo per anziani in cui tutto scorre lento e con tranquillità. I due amici lavorano, quindi, in settori totalmente opposti, eppure, vivono le proprie giornate con il medesimo senso di confusione e incompletezza. Sul piano personale le cose non vanno molto meglio: Amedeo fa i conti con sua figlia, una ragazza adolescente e ribelle, e Pio vive un rapporto complicato con la sua compagna, una relazione caratterizzata da lamentele e monotonia. Le loro realtà sono costrette ad unirsi e fondersi in un unico straordinario universo quando Pio, rimasto senza un posto dove poter stare con i suoi ragazzi, chiede aiuto ad Amedeo; soltanto lui può offrirgli un tetto. È a partire da questo inaspettato problema che tutto cambierà per ognuno di loro; conquisteranno una nuova visione degli altri e di se stessi.

Inizialmente si susseguono momenti carichi di simpatia e ironia, scene in cui, dietro battute apparentemente leggere e dirette, si nasconde una critica rivolta ai pregiudizi e ai paradossi della società. Si denunciano, utilizzando il sorriso, contraddizioni che ancora esistono e resistono. Lo sconto generazionale tra giovani caotici e anziani statici sarà in una prima fase difficile da gestire. Gli stessi protagonisti non perderanno occasione di discutere, trovando sempre nuovi pretesti per essere in disaccordo.

Tra loro, però, c’è una persona speciale, Mario, interpretato da Lino Banfi. Sarà lui a dare la svolta, a spingere i due amici a comprendere che si è forti solo se uniti. La presenza di un attore del suo calibro dona all’intera produzione un grandissimo valore e altrettanto prezioso è il messaggio che porta con sé il suo personaggio. Mario, infatti, è un uomo affetto da Alzheimer, un anziano signore che registra tutto ciò che vede con la sua videocamera. Fissa ogni istante e lo imprime dove un giorno potrà rivedere ogni dettaglio, quando ormai non riuscirà più a ricordare. La bellezza della commedia è tutta racchiusa proprio nella sua voglia di rimanere attaccato alla vita e collezionarne frammenti. È grazie a questo e ai suoi indispensabili insegnamenti, che tutti capiranno che non vale la pena rinunciare all’essenza delle cose, perdendosi tra la superficialità.

Lo squilibrio iniziale e i continui contrasti si trasformeranno in altro, il caos lascerà spazio all’armonia. I due amici capiranno che andare nella stessa direzione è quanto di più bello possa esserci. I loro ospiti supereranno i confini dell’età e impareranno, gli uni dagli altri, che le differenze non sono limiti che dividono. Il loro è un viaggio in cui, attraverso la condivisione, è possibile crescere e migliorare con la profondità tipica della vita.