Cronaca

Processo “Hydra”: In Lombardia le mafie italiane hanno stretto accordi per governare il territorio e fare affari

In attesa della sentenza le richieste della magisratura per gli imputati del maxi processo “Hydra” sono molto pesanti, in Lombardia le mafie si spartivano affari e territori. Soprattutto la ‘ndrangheta. “A Milano un contesto mafioso simile a quello calabrese”. La Dda di Milano ha chiesto la condanna per 75 dei 78 imputati che hanno scelto il rito abbreviato nel procedimento Hydra sul cosiddetto “Sistema mafioso lombardo” che vedrebbe l’esistenza di un’alleanza in provincia di Milano e Varese tra esponenti al Nord di ‘ndrangheta, camorra e Cosa nostra. Il procuratore Marcello Viola e i sostituti Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane hanno formulato richieste di pena per oltre 550 anni di reclusione. Quelle piu’ elevate riguardano i presunti capi Filippo Crea e Giuseppe Fidanzati e Massimo Rosi, 20 anni, Bernardo Pace, 18 anni, e Giacomo Cristello e Giuseppe Pizzata, 16 anni. Le prossime udienze saranno dedicate agli interventi delle difese. Il giudice Emanuele Mancini dovra’ poi valutare anche le richieste di rinvio a giudizio per altri 59 imputati e una decina di istanze di patteggiamento per posizioni minori. Al centro del procedimento, scaturito dalle indagini dei carabinieri, vi è la presunta “alleanza” stretta in Lombardia tra esponenti di Cosa Nostra, ‘ndrangheta e camorra. L’obiettivo era la gestione coordinata di affari illeciti, dando vita a quello che gli inquirenti definiscono il “sistema mafioso lombardo”. Le attività criminali spaziavano dal traffico di droga all’usura, dal recupero crediti alle estorsioni, fino a complessi investimenti e infiltrazioni in aziende, cliniche private e nel settore delle costruzioni.