“I safari della morte”, turisti italiani che pagavano per poter sparare contro esseri umani a Sarajevo durante la guerra
La Procura di Milano, a distanza di oltre 20 anni dalla sanguinosa guerra in Bosnia-Erzegovina, ha aperto un’inchiesta contro ignoti per omicidio plurimo, aggravato dai motivi abietti e dalla crudeltà, sui cosiddetti “Cecchini del Weekend”. Uomini senza scrupoli che avrebbero pagato per macabri “safari della morte”. Un vero e proprio turismo killer. L’inchiesta è ancora a carico di ignoti e mette nuovamente in luce una delle pagine più buie del novecento europeo. L’inchiesta è stata aperta a seguito di un esposto di 17 pagine presentato dallo scrittore Ezio Gavazzeni, a contatto con un ex membro dei servizi segreti bosniaci che nel 1993 avvertì il Sismi (oggi Aisi) italiano della presenza di almeno 5 cittadini italiani durante l’assedio di Sarajevo. Gli uomini si sarebbero appostati sulle colline, armati di fucili a lungo raggio e avrebbero sparato per divertimento sui civili. I cecchini italiani sarebbero partiti da Trieste, uno identificato come un proprietario di una clinica privata di Milano specializzata in chirurgia plastica. Si trattava secondo indiscrezioni di personaggi facoltosi che avrebbero pagato i servizi di sicurezza statali Serbi per poter compiere veri e propri Safari della Morte e sparare a veri esseri umani. Secondo La fonte di Gavazzeni sarebbe esistito un tariffario per il quale ad ogni vita mietuta sarebbe corrisposta una somma in denaro, coi bambini con il costo maggiore, poi gli uomini, le donne e infine gli anziani che potevano essere abbattuti senza alcun costo. La fonte di Gavazzeni fa il nome di Jovica Stanisic, ex capo del servizio di sicurezzza dello Stato serbo già condannato a 12 anni per crimini di guerra come personaggio coinvolto.
La vicenda dei cecchini del weekend è qualcosa di assolutamente disumano e sconvolgente che scava nelle più bieche perversioni dell’animo umano. Talmente irreale da sembrare una sceneggiatura di un film estremo o una leggenda metropolitana, i paragoni con pellicole come Hostel, 8mm, la preda più pericolosa e molte altre viene dolorosamente naturale. In questi casi sarebbe quasi un sollievo venire a conoscenza che la storia dei Cecchini del Weekend non sarebbe altro che una suggestione dovuta agli orrori del già infame e barbaro assedio di Sarajevo, purtroppo la storia ci ha insegnato che il detto “Italiani Brava gente “ non si applica al nostro operato militare e civile nei paesi in via di sviluppo ed è necessario anche se doloroso che la procura faccia luce e chiarezza su questa barbarie e punisca i colpevoli in maniera esemplare. Si vedrà.
