Le scuole e le università sono “laboratori di profezia” e gli educatori devono ricordare di avere davanti persone concrete, “in carne ed ossa”, con la loro dignità a prescindere da quella resa scolastica che è un parametro dell’economia ma non può esserlo né per la Chiesa né per il mondo dell’educazione. Papa Leone XIV torna a sottolineare il ruolo fondamentale degli educatori nella messa per il loro Giubileo nel corso della quale ha ufficialmente dichiarato san John Henry Newman Dottore della Chiesa. Un santo partito da una esperienza ad Oxford e sempre attento al mondo dell’università. Ma soprattutto un teologo anglicano convertito al cattolicesimo che oggi ha visto a Piazza San Pietro gioire anche la Chiesa d’Inghilterra, segnando un nuovo passo nel dialogo e nel cammino ecumenico dopo la storica preghiera nella Cappella Sistina, qualche giorno fa, con il Papa e Carlo III.
“La vita si illumina non perché siamo ricchi o belli o potenti. Si illumina quando uno scopre dentro di sé questa verità: sono chiamato da Dio, ho una vocazione, ho una missione, la mia vita serve a qualcosa più grande di me stesso”, ha detto il Papa nell’omelia rivolgendo in particolare un messaggio agli educatori: “Al centro dei percorsi educativi devono esserci non individui astratti, ma le persone in carne ed ossa, specialmente coloro che sembrano non rendere, secondo i parametri di un’economia che esclude e uccide. Siamo chiamati a formare persone, perché brillino come stelle nella loro piena dignità”.
È compito dell’educazione anche offrire una ‘Luce Gentile’ – ha sottolineato ancora il Papa rilanciando una espressione cara a Newman – a coloro che “altrimenti potrebbero rimanere imprigionati dalle ombre particolarmente insidiose del pessimismo e della paura. Per questo vorrei dirvi: disarmiamo le false ragioni della rassegnazione e dell’impotenza, e facciamo circolare nel mondo contemporaneo le grandi ragioni della speranza. Contempliamo e indichiamo costellazioni che trasmettano luce e orientamento in questo presente oscurato da tante ingiustizie e incertezze”.
Piazza San Pietro straboccava di fedeli: restano due mesi alla chiusura del Giubileo e ogni evento conta ormai costantemente migliaia di persone. In Vaticano c’era anche una nutrita delegazione di anglicani, guidata dall’arcivescovo di York Stephen Cottrell, come evidenziato dallo stesso Pontefice all’Angelus: “Dopo lo storico incontro di preghiera con Sua Maestà, il re Carlo III, celebrato alcuni giorni fa nella Cappella Sistina, la vostra presenza oggi esprime la gioia condivisa per la proclamazione di San John Henry Newman Dottore della Chiesa”, ha detto il Papa aggiungendo: “Dal Cielo egli accompagni il cammino dei cristiani verso la piena unità”.
(Fonte Ansa)
