Flotilla, 473 le persone arrestate in acque internazionali dalle forze armate israeliane
È fallita la missione della Global Sumud Flotilla… Siamo sicuri? Mentre scrivo un’altra spedizione, la Freedom Flotilla Coalition, si sta dirigendo verso le coste di Gaza. Intanto secondo fonti turche la piccola imbarcazione Mikeno della Global Sumud Flotilla era riuscita ad arrivare nelle acque territoriali di Gaza a una distanza stimata tra le 10 e le 9 miglia nautiche dalla costa prima di essere intercettata. Tuttavia è dimostrato che l’assedio può essere spezzato. In solidarietà con la Flotilla, dopo l’intervento delle forze speciali dell’IdF che ne hanno bloccato le navi e tratto in stato di arresto gli attivisti, dozzine di imbarcazioni sono salpate dalla Turchia e da altri porti del Mediterraneo dirette verso Gaza. La marina israeliana nel frattempo ha scortato nel porto di Ashdod le navi illegalmente fermate e i loro occupanti. Il ministro della sicurezza israeliano Ben-Gvir, non nuovo a simili provocazioni, ha visitato di notte il luogo di raccolta degli arrestati sbeffeggiandoli di persona e, ripreso in video, additandoli come terroristi. “Non ci sarà nessun aiuto qui per voi” ha urlato e dichiarato “Penso che debbano essere tenuti qui per alcuni mesi in una prigione israeliana”. L’International Federation for Human Rights, del quale fanno parte alcuni attivisti, ha fatto sapere che i detenuti in Israele “vengono trasferiti nella prigione di Saharonim, vicino alla prigione di Ketsiot, ad eccezione di quelli della barca dei Marinette, intercettati oggi. Diversi, tra cui il nostro vicepresidente Alexis Deswaef, si sono rifiutati di firmare documenti che riconoscevano falsamente un ingresso illegale in territorio israeliano e hanno iniziato uno sciopero della fame. È prevista un’udienza presso la prigione”. In totale sono 473 le persone arrestate in acque internazionali dalle forze armate israeliane, la conferma arriva da Loubna Yuma, uno dei legali della Flotilla. Intanto dovrebbero essere iniziate le visite consolari per i 40 cittadini italiani fermati; già rientrati a Fiumicino invece quattro nostri parlamentari bloccati mentre si avvicinavano a Gaza sulla loro imbarcazione: si tratta di Marco Croatti, Annalisa Corrado, Arturo Scotto e Benedetta Scuderi. “Ho parlato con i quattro parlamentari italiani rilasciati dalle autorità israeliane e gli altri attivisti italiani della Flotilla ad Ashdod, stanno tutti bene, non c’è stato alcun maltrattamento” ha dichiarato Luca Ferrari, ambasciatore italiano in Israele, “Il console italiano sta per incontrare a breve gli attivisti a Ketziot. Le autorità italiane si stanno adoperando per far rilasciare tutti gli altri italiani”. Il mondo intero è scosso considerato che si tratta di detenzioni illegali nella quale sono coinvolti cittadini di decine di paesi. Manifestazioni di protesta si susseguono in tutti i continenti, dall’Indonesia all’America Latina. L’Europa pare essersi risvegliata dal torpore e anche se rimangono forti spaccature nell’opinione pubblica sembra che la maggior parte dei cittadini europei sia schierata con la Palestina. Diversi governi del vecchio continente fingono di non capire – ma in realtà lo sanno molto bene – la portata di un evento che in un solo colpo ha distrutto la legalità internazionale con una operazione del tutto illegale, quella israeliana, vigliaccamente avallata dal governo italiano e dagli altri complici. Per il ministro degli esteri Tajani il diritto evidentemente è un optional a giudicare dalle incredibili dichiarazioni che ha rilasciato alla stampa. Non so gli altri esecutivi che intenzioni hanno e che provvedimenti prenderanno ma di certo il nostro governo si sta dimostrando rabbiosamente inetto su tutti i dossier. Rabbioso perché alcuni portavoce hanno sempre la bava alla bocca specialmente con i più deboli. Inetto perché incapace di utilizzare quel minimo spazio di agibilità politica concesso ai vassalli.
