Scienza e società

Ritorno sulla Luna, la Nasa accelera: la missione Artemis II potrerà in orbita lunare gli astronauti prescelti già il 5 febbraio 2026

L’Agenzia spaziale americana, dopo tre rinvii, ora accelera e vuole portare in orbita intorno alla Luna gli astronauti per battere sul tempo la Cina. Ma il vero problema sono i ritardi di Starship. La corsa della Nasa alla riconquista della Luna: la missione Artemis II in orbita intorno alla Luna già il 5 febbraio
La Nasa ha fretta. Vuole riportare l’uomo sulla Luna prima della Cina, quasi 60 anni dopo l’eroica missione Apollo 11. In una conferenza stampa al Johnson Space Center di Houston, l’Agenzia Spaziale statunitense ha annunciato di puntare ad anticipare di due mesi il lancio della missione Artemis II, primo volo con equipaggio che porterà quattro astronauti in orbita intorno alla Luna (ma senza allunaggio), inizialmente previsto per aprile. «Se la campagna di test si svolgerà senza intoppi e offrirà tutte le garanzie di sicurezza necessarie, allora la prima finestra di lancio utile potrebbe aprirsi già il 5 febbraio» ha detto Lakiesha Hawkins, vice amministratore associato della Direzione per lo sviluppo dei sistemi di esplorazione della Nasa. Tra febbraio ed aprile saranno possibili cinque finestre di lancio (l’ultima data disponibile sarà il 26 aprile).

Artemis II sarà la prima missione con astronauti a bordo della capsula Orion, lanciata dal potente razzo SLS (Space Launch System). La missione, che prevede un volo di 10 giorni in orbita intorno Luna sarà comandata dall’astronauta della Nasa Reid Wiseman, con il collega dell’agenzia spaziale Victor Glover come pilota. Christina Koch della Nasa e l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Canadese Jeremy Hansen completeranno l’equipaggio come specialisti di missione.

Il direttore di volo principale dell’Artemis II, Jeff Radigan, ha spiegato che l’equipaggio volerà fino a raggiungere una distanza nello spazio mai raggiunta prima, arrivando a circa 9200 chilometri oltre i quasi 400 mila che separano la Terra dal nostro satellite. Questa breve estensione della traiettoria permetterà agli astronauti di sperimentare le condizioni del volo profondo (con la maggiore esposizione a radiazione cosmiche mai effettuata) prima di tornare sul nostro Pianeta.

L’obiettivo di Artemis II è testare i sistemi di supporto vitale e le prestazioni di Orion in condizioni reali prima dell’attesissima missione Artemis III che, secondo i piani della Nasa, dovrebbe riportare l’uomo sulla superficie lunare entro il 2027. In realtà Artemis II avrebbe dovuto volare già nel novembre del 2024, ma problemi tecnici alla capsula Orion, in particolare al sistema di supporto vitale e alle procedure di sicurezza legate allo scudo termico hanno imposto già tre rinvii. La prima missione di Artemis, senza equipaggio, risale al novembre 2022 ed è durata 25 giorni: la navicella spaziale ha orbitato intorno alla Luna per poi rientrare sulla superficie terrestre ma, durante il rientro in atmosfera, lo scudo termico si è danneggiato più del previsto. Ora i problemi dovrebbero essere risolti e l’equipaggio è pronto per la missione.

Ora, la decisione di accelerare i tempi di Artemis II sarebbe legata alla pressione crescente della Cina, che con il suo programma spaziale sembra vicina a inviare astronauti sulla superficie lunare entro il 2030. Il Paese asiatico ha completato con successo i test di decollo e atterraggio del lander Lanyue progettato per ospitare due astronauti che sarà lanciato con il razzo Long March 10, che a sua volta ha superato il «test del fuoco». La sfida per stabilire una presenza stabile sulla Luna è ormai vista come una nuova corsa allo spazio, con forti risvolti geopolitici e strategici. Se tutto andrà come previsto Artemis II segnerà il ritorno oltre l’orbita terrestre dopo più di 50 anni dalla missione Apollo 17 del 1972. Inoltre sarà il primo volo lunare con una donna (Christina Koch) e un afroamericano (Victor Glover) nell’equipaggio, composto anche da un canadese Jeremy Hansen, segnale di una cooperazione con l’agenzia spaziale canadese in un periodo politicamente burrascoso (la Nasa, come ha raccontato Michela Rovelli, ha tuttavia modificato gli obiettivi della missione nel marzo scorso facendo sparire i riferimenti alla prima donna e alla prima persona di colore sulla Luna, in linea con gli ordini del presidente Trump). Si vedrà.

(Fonte Corriere della Sera)