All’Allianz Stadium è andato in scena un “Derby d’Italia” da brividi, concluso 4-3 per la Juventus contro l’Inter al termine di un’altalena di emozioni: decisiva al 91′ la prima rete in Serie A del 19enne montenegrino Vasilije Adzic che regala ai bianconeri tre punti d’oro, in una partita curiosamente segnata da calci piazzati e tiri dalla distanza, con il gioiello di Yildiz e la doppietta di Calhanoglu che però non basta ai nerazzurri, già staccati di sei punti dalla vetta ed alla seconda sconfitta consecutiva. I fantasmi della passata stagione sono evidentemente ancora presenti con Chivu che sembra faticare ad imporsi ed imporre le proprie idee, non dando sicurezza nemmeno nella comunicazione. Come nel post partita dopo l’udinese, anche questa volta non ha desistito a rimarcare che il gruppo presenta scorie. Ma a tre mesi dalla rovinosa sconfitta di Monaco, inizia ad essere grave.
Risponde colpo su colpo il Napoli, corsaro a Firenze con un netto 3-1: partenza lampo con un rigore di De Bruyne e il primo gol in maglia azzurra per Rasmus Hojlund, tris firmato da Beukema a inizio ripresa e reazione viola limitata al gol della bandiera di Ranieri. La squadra di Conte si dimostra essere la principale candidata alla vittoria finale, mostrando un’intensità che nessuna delle altre pretendenti ad oggi è stata in grado di mettere in campo. Ad oggi soltanto le fatiche del cammino europeo che inizia Giovedì sembrano poter rallentare i partenopei.
Si ferma invece la corsa della Cremonese, bloccata sullo 0-0 a Verona, risultato che permette all’Udinese di agganciare i lombardi al terzo posto grazie all’1-0 di Pisa firmato al 15′ dal giovane spagnolo Iker Bravo, con i toscani generosi ma mai pericolosi. Da discutere le scelte di Gilardino che si priva di Stengs e Nzola a favore del gruppo artefice della promozione, che però soprattutto davanti appare non all’altezza della categoria.
Cade una Roma sperimentale apparsa lenta e senza idee all’Olimpico contro il Torino nel lunch match domenicale, punita da un gran gol dell’ex Napoli Giovanni Simeone (primo centro stagionale per i granata), con i giallorossi che vengono così raggiunti a quota sei punti dal Milan che a San Siro supera 1-0 il Bologna grazie a Luka Modric, che festeggia le sue 40 primavere con un gol pesantissimo dopo una gara in cui i rossoneri hanno colpito tre legni. E che sembra segnare la nascita del nuovo ciclo allegriano. Carattere e solidità: elementi che hanno riacceso l’entusiasmo di San Siro dopo che alla prima fallimentare uscita contro la Cremonese a regnare erano stati i fischi. In quella che era sembrata la 39esima giornata della scorsa stagione più che l’inizio di un nuovo capitolo.
Dopo due pareggi, arriva la prima vittoria stagionale per l’Atalanta, che travolge 4-1 il Lecce con una doppietta di De Ketelaere, un gol di Scalvini e il primo centro in nerazzurro di Zalewski, mentre per i salentini la rete dell’ivoriano N’dri è solo una consolazione. Pari in extremis per il Genoa a Como, con Ekuban che nel recupero risponde al gioiello iniziale del talento madrileno Nico Paz, sfruttando la superiorità numerica dopo l’espulsione di Ramon. Un risultato che rimarca ancora qualche limite di Fabregas nella gestione del risultato.
Sorride invece il Cagliari, che piega 2-0 il Parma con i gol di Mina e di Felici, anche grazie alle parate decisive di Caprile che hanno negato ai ducali, sterili ma propositivi, il pareggio. Primo sorriso e primi punti anche per il Sassuolo che al “Mapei” batte 1-0 la Lazio con la deviazione sotto misura di Alieu Fadera, resistendo poi agli assalti finali dei biancocelesti, che come i cugini giallorossi si presentano al derby di domenica prossima con le ossa rotte, per una partita senza favoriti.
