Cronaca

“Social freezing”, in Toscana approvata la legge regionale per preservare la fertilità

Una tecnica di preservazione della fertilità che permette di conservare gli ovociti per un possibile utilizzo nel futuro. Non si congela una gravidanza, ma una delle cellule necessarie per far sì che essa si possa realizzare.

Entra nelle politiche regionali della Toscana il social freezing. Il Consiglio regionale ha approvato un contributo fino a 3.000 euro per le donne che scelgono di crioconservare i propri ovociti per motivi legati a una necessità medica ma anche personale. La misura riguarda, con specifici requisiti, le donne tra i 25 e i 39 anni residenti in Toscana da almeno un anno e con un Isee familiare non superiore a 30.000 euro. Ma che cosa significa esattamente congelare i propri ovociti? Il social freezing è una tecnica di preservazione della fertilità che permette di conservare gli ovociti per un possibile utilizzo nel futuro. Non si congela una gravidanza, ma una delle cellule necessarie per far sì che essa si possa realizzare.

Il percorso prevede una stimolazione ormonale delle ovaie per favorire la maturazione degli ovociti. Quest’ultimi vengono poi prelevati e sottoposti alla vetrificazione ovvero una tecnica di congelamento rapido che permette di conservarli per un eventuale futuro.

Allora perché l’età è così importante? Perché la fertilità femminile cambia con il passare degli anni. Con l’età diminuisce sia il numero degli ovociti disponibili sia la loro qualità. Questo significa che, in generale, gli ovociti di una donna più giovane hanno maggiori possibilità di essere utilizzabili in futuro rispetto a quelli prodotti a un’età più avanzata. Congelare gli ovociti quando si è più giovani permette quindi di conservarli con le caratteristiche che avevano al momento del prelievo.

In futuro, se la donna decidesse di utilizzare gli ovociti conservati, questi potrebbero essere impiegati in un percorso di procreazione medicalmente assistita e fecondati in laboratorio. L’accesso alla Pma in Italia è consentito esclusivamente a coppie maggiorenni di sesso diverso (eterosessuali), coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile ed entrambi viventi. Da quel momento, però, il percorso resta soggetto a diversi fattori: non tutti gli ovociti conservati mantengono la propria funzionalità dopo la conservazione, non tutti vengono fecondati e non tutti gli embrioni che si formano possono essere trasferiti nell’utero. Per questo, il social freezing non può garantire una gravidanza futura.

Il social freezing non garantisce una maternità futura, ma può offrire una possibilità in più per preservare la fertilità. Dopo la Puglia, che ha introdotto un contributo economico per questa pratica, anche la Toscana ha scelto di sostenere economicamente le donne che decidono di ricorrervi.
Il tema supera così i confini della medicina e diventa una questione sociale: tra cambiamenti nel modo di vivere, tempi della maternità e costi delle procedure, la possibilità di conservare oggi i propri ovociti si intreccia sempre più con la libertà di scegliere il proprio futuro riproduttivo.