“Pardini ha fatto inversione, poi è arrivato di nascosto”: nuovi dettagli sul caso Stazzema, la destra fa quadrato, mentre l’opposizione attacca
La contestazione al sindaco Mario Pardini a Sant’Anna di Stazzema non si è chiusa il 12 agosto. Anzi, a distanza di due giorni lo scontro politico si è fatto ancora più duro, trasformandosi in un confronto aperto tra fascismo e antifascismo che coinvolge maggioranza, opposizione e gli stessi giovani protagonisti del presidio. A tornare sull’accaduto sono “Giovane Grido Lucca” e “Faust” (Fronte autonomo studenti territorialisti), che rivendicano senza arretrare di un centimetro la decisione di fermare il sindaco di Lucca mentre stava raggiungendo la commemorazione dell’eccidio di Sant’Anna. E forniscono una ricostruzione dettagliata di quei momenti, aggiungendo alcuni particolari finora non emersi. Secondo quanto raccontato dai giovani, prima dell’arrivo di Pardini sul posto sarebbe arrivato il sindaco di Stazzema Maurizio Verona.
I manifestanti sostengono di aver parlato con lui della presenza del sindaco di Lucca e delle ragioni della protesta e affermano che sarebbe stato proprio Verona a invitarli a esporre durante la commemorazione lo striscione con la scritta: “Pardini: il vice fascista hai voluto, qui non sei benvenuto”. Un invito che, spiegano, avrebbero deciso di declinare perché intenzionati a restare sul ponte per impedire il passaggio proprio a Pardini. È a quel punto che, secondo la loro ricostruzione, sarebbe arrivato il sindaco di Lucca. Pardini sarebbe sceso dall’auto e avrebbe avuto un confronto diretto con i manifestanti. I giovani raccontano di avergli contestato la scelta politica relativa al vicesindaco e, dopo la discussione, Pardini avrebbe deciso di non attraversare il ponte.
Il particolare sul quale insistono maggiormente è proprio ciò che sarebbe accaduto subito dopo: secondo “Giovane Grido” e “Faust”, Pardini avrebbe fatto inversione a U con la propria auto e sarebbe tornato indietro. Il sindaco avrebbe poi comunque raggiunto Sant’Anna passando da un’altra parte e arrivando alla commemorazione senza transitare davanti al presidio. “È stato costretto a raggiungere Sant’Anna di nascosto”, sostengono i manifestanti nella loro ricostruzione.
Una versione che i giovani accompagnano con un’altra precisazione: il blocco, sostengono, sarebbe stato rivolto esclusivamente al sindaco di Lucca. Dopo i primi momenti del presidio, durante i quali si erano incatenati al guard-rail con lo striscione, affermano infatti di aver lasciato transitare navette, automobili e tutti coloro che volevano raggiungere la celebrazione. “Non abbiamo fermato nessuno che volesse partecipare alla cerimonia”, spiegano, “l’unica persona che ci siamo rifiutati di far passare è stata Pardini”.
La vicenda, però, è ormai andata ben oltre quanto accaduto su quella strada. La contestazione ha riaperto con forza a Lucca lo scontro politico sul fascismo e sull’antifascismo, con al centro ancora una volta la composizione della maggioranza che sostiene Pardini. I ragazzi rivendicano apertamente il significato politico dell’azione. Secondo loro, proprio il blocco avrebbe fatto emergere quella che definiscono la “contraddizione” di un sindaco che si professa antifascista ma governa insieme a esponenti che i manifestanti riconducono politicamente all’area neofascista. Da qui anche l’attacco successivo a Pardini, accusato di aver evitato di affrontare nel merito la questione e di aver utilizzato quanto accaduto anche per parlare della propria ricandidatura.
Sul fronte dell’opposizione interviene Lucca è un grande noi, che prende le distanze dal tentativo di impedire a un rappresentante istituzionale di partecipare alla commemorazione, ma contemporaneamente rilancia con forza la questione politica sollevata dai manifestanti. “La contestazione rivolta al sindaco Pardini a Sant’Anna di Stazzema è durata pochi attimi e non gli ha impedito di partecipare alla commemorazione, come era giusto che facesse in rappresentanza della città di Lucca. Le istituzioni devono essere presenti nei luoghi della memoria e meritano rispetto”, afferma il gruppo di opposizione. Subito dopo, però, arriva l’affondo: “Chiedere solidarietà non può significare pretendere che si taccia sulla contraddizione politica che quella contestazione ha portato ancora una volta alla luce”. Secondo Lucca è un grande noi, il nodo resta l’alleanza politica che sostiene l’amministrazione e la presenza al suo interno di esponenti provenienti dall’esperienza di CasaPound.
“Il problema, dunque, non sono quei pochi minuti di contestazione – sostiene il gruppo –. Il problema è una contraddizione che accompagna l’amministrazione fin dall’inizio: dichiararsi sindaco di tutti e, contemporaneamente, considerare indispensabile un’alleanza con chi non ripudia il fascismo e continua a coltivare riferimenti incompatibili con la storia antifascista della nostra Repubblica”.
Dall’altra parte il centrodestra fa quadrato attorno a Pardini. Vittorio Fantozzi di Fratelli d’Italia parla senza mezzi termini di una “sceneggiata messa in atto da pochi esaltati” e definisce il tentativo di impedire al sindaco di raggiungere le celebrazioni un “grave atto di intolleranza”. Fantozzi punta quindi il dito contro la sinistra lucchese, accusandola di non aver espresso una condanna sufficientemente netta dell’accaduto e, più in generale, di alimentare da tempo uno scontro politico costruito sull’accusa di fascismo nei confronti del centrodestra. Per l’esponente di Fratelli d’Italia, il richiamo al fascismo sarebbe diventato “l’unico collante” di una sinistra incapace di confrontarsi sui risultati delle amministrazioni di centrodestra.
Il caso Stazzema diventa così terreno di uno scontro molto più ampio. Da una parte il centrodestra rivendica la piena legittimità istituzionale del sindaco, condanna il blocco e accusa gli avversari di utilizzare strumentalmente l’antifascismo. Dall’altra, una parte dell’opposizione condanna il metodo della protesta ma sostiene che le domande politiche poste dai manifestanti non possano essere liquidate come una semplice questione di ordine pubblico. In mezzo ci sono i ragazzi del presidio, che invece non prendono le distanze neppure dal metodo e rivendicano fino in fondo quanto fatto.
E proprio loro chiudono rilanciando: “Il vice fascista hai voluto, bloccarti ieri, oggi e domani è un atto dovuto”.
La commemorazione dell’eccidio di Sant’Anna è terminata. A Lucca, invece, lo scontro politico che ne è seguito sembra essere appena cominciato.
