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Jannik Sinner concede il bis, Wimbledon è ancora suo, finale stellare

Il campione italiano ha poi sollevato il trofeo di Wimbledon per la seconda volta consecutiva, diventando il decimo giocatore dell’era Open a difendere con successo il titolo maschile londinese.

Jannik Sinner ha difeso con successo il titolo di Wimbledon sconfiggendo Alexander Zverev nella finale del 2026 con il punteggio di sei a sette nel tie break, sette a sei nel secondo tie break, sei a tre e sei a quattro dopo tre ore e quarantasei minuti di gioco su Centre Court. L’incontro ha rappresentato un confronto tra il campione in carica italiano e il tedesco reduce dalla vittoria al Roland Garros, al suo debutto assoluto in una finale londinese. Sinner, già vincitore l’anno precedente contro Carlos Alcaraz, ha confermato la sua superiorità nel testa a testa contro Zverev, portando a dieci le vittorie su quattordici incontri complessivi e mantenendo un dominio netto negli ultimi incontri tra i due. La partita si è aperta con un primo set estremamente combattuto che ha messo subito in luce le qualità di entrambi i giocatori. Zverev ha mostrato un tennis aggressivo dalla linea di fondo, sfruttando un servizio potente e precisi colpi d’attacco, mentre Sinner ha risposto con la sua solita pazienza e capacità di assorbire la pressione.

Un rally di ventidue colpi nella prima partita ha anticipato il livello alto dell’incontro, con Zverev che ha chiuso con un volley vincente. Entrambi hanno tenuto bene il servizio nonostante le condizioni ventose, ma Sinner ha avuto un’occasione di break al tre quattro che non è riuscito a concretizzare per un errore di diritto. Il set è arrivato al tie break dove Zverev ha salvato un set point con un ace e ha chiuso sul secondo set point con un diritto vincente, interrompendo una striscia di quattordici set consecutivi vinti da Sinner contro di lui. Il tedesco ha così portato avanti per un set a zero in una finale che prometteva emozioni forti. Nel secondo set Zverev ha continuato a spingere con aggressività, ma Sinner ha alzato il livello di gioco in maniera decisiva. L’italiano ha assorbito la potenza dell’avversario senza concedere break point nei dodici game di gioco regolare, dimostrando una solidità difensiva e una capacità di controattacco che hanno fatto la differenza. Il tie break del secondo set ha visto Sinner dominare fin dall’inizio, portandosi rapidamente sul quattro zero e chiudendo in modo netto per pareggiare i conti a un set pari.

Questo parziale ha segnato un cambio di momentum chiaro, con l’italiano che ha iniziato a imporre il proprio ritmo e a sfruttare i piccoli errori commessi da Zverev nei momenti chiave. Il terzo set ha visto Sinner prendere il controllo della partita in maniera più netta. Per la prima volta nell’incontro Zverev ha avuto un’occasione di break al tre quattro, ma Sinner l’ha salvata con un drop shot di grande effetto, costringendo l’avversario a uno scivolamento sul campo. Subito dopo l’italiano ha rotto il servizio di Zverev a zero grazie a un errore di diritto del tedesco, conquistando per la prima volta il vantaggio nel punteggio. Da quel momento Sinner ha gestito il set con autorità, chiudendo sul sei tre e portando avanti due set a uno. La capacità di convertire le occasioni create e di mantenere la concentrazione anche dopo aver subito pressione ha evidenziato la maturità mentale del campione italiano.

Nel quarto set Sinner ha proseguito sul solco della superiorità emersa nella seconda parte dell’incontro. Ha rotto il servizio di Zverev nel settimo game e ha poi gestito il vantaggio fino alla chiusura. Sul primo match point ha siglato la vittoria con un diritto vincente dopo un tuffo e un drop shot spettacolare, tra l’entusiasmo crescente del pubblico di Centre Court. Zverev, pur avendo mostrato lampi di grande tennis soprattutto nei primi due set, non è riuscito a mantenere lo stesso livello di aggressività e precisione per tutta la durata della partita, commettendo un numero superiore di errori non forzati nei momenti decisivi. Le statistiche dell’incontro hanno confermato il dominio tecnico di Sinner. L’italiano ha chiuso con cinquantotto vincitori contro i quarantanove di Zverev, ma soprattutto con solo venticinque errori non forzati contro i quarantacinque del tedesco. Sinner ha salvato l’unica occasione di break point concessa all’avversario e ha mostrato un’efficienza superiore sia nel gioco di risposta che nei tie break.

Il servizio di Sinner, migliorato notevolmente negli ultimi anni grazie a un toss più basso e a un movimento accorciato, ha funzionato da metronomo,
permettendogli di tenere il campo e di creare occasioni di attacco. Il dritto, con il suo lag profondo e l’effetto frusta generato dal polso, ha prodotto la maggior parte dei vincitori, mentre il movimento rapido e la capacità di scivolare sull’erba hanno permesso all’italiano di recuperare posizioni difficili e di mantenere alta la qualità dei colpi anche nei rally più lunghi. Zverev ha raggiunto questa finale dopo un percorso solido che lo aveva portato a eliminare avversari ostici, ma contro Sinner ha trovato un ostacolo troppo alto da superare. Il tedesco ha giocato con libertà e aggressività nei primi parziali, ma ha pagato la mancanza di conversione delle occasioni create e un calo di precisione nei set finali. La finale ha inoltre messo in luce la resilienza di Sinner, capace di perdere il primo set senza perdere la concentrazione e di rispondere con un livello di gioco sempre più alto man mano che la partita procedeva. Al termine dell’ultimo punto Sinner si è lasciato cadere a terra in un’esplosione di gioia e sollievo, prima di rialzarsi per abbracciare Zverev al centro del campo.

Il campione italiano ha poi sollevato il trofeo di Wimbledon per la seconda volta consecutiva, diventando il decimo giocatore dell’era Open a difendere con successo il titolo maschile londinese. Questa vittoria rappresenta il suo quinto Grande Slam in carriera e conferma il suo status di dominatore del tennis maschile attuale. La celebrazione, condivisa con il suo team e con il pubblico che lo ha acclamato a lungo, ha chiuso una giornata storica per il tennis italiano e ha sancito il trionfo di un giocatore che ha saputo elevare il proprio livello nei momenti più importanti, trasformando una finale combattuta in una dimostrazione di superiorità tecnica e mentale.