Wimbledon 2026 ha vissuto ieri, 8 luglio, una delle giornate più emozionanti e imprevedibili della sua edizione. Sull’erba sacra di Londra, sotto un cielo tipicamente inglese che alternava nuvole e sprazzi di sole, si sono disputati i quarti di finale del singolare maschile e femminile, regalando sorprese, conferme di campioni e soprattutto la prosecuzione di una favola che sta facendo sognare l’intero Regno Unito. È stata una di quelle giornate in cui il tennis si trasforma in qualcosa di più grande, dove il ranking conta fino a un certo punto e il cuore, la tattica e l’adattamento al prato fanno la differenza. La giornata è partita con il tabellone femminile, e subito ha riservato una delusione per i colori italiani. Jasmine Paolini, che aveva acceso tante speranze dopo una stagione straordinaria, ha dovuto arrendersi a Marta Kostyuk.
L’ucraina, testa di serie numero dodici, ha giocato con una determinazione e una pulizia di colpi impressionanti, dominando il match sul Centre Court con un punteggio di 6-3 6-2 in poco più di un’ora. Paolini ha lottato, ha cercato di variare il gioco e di imporre il suo ritmo, ma Kostyuk è stata semplicemente superiore, più aggressiva da fondo campo e capace di chiudere i punti con grande sicurezza. Per l’azzurra è stata una sconfitta amara, che però non cancella il percorso fin qui compiuto in un torneo che le ha sorriso meno rispetto ad altri Major. Kostyuk, dal canto suo, ha dimostrato di essere in grande forma e pronta per le semifinali.Poco dopo, sempre sul centrale, è sceso in campo Flavio Cobolli, uno degli azzurri più in forma di questa stagione.
L’italiano, testa di serie numero nove, era reduce da un’ottima prestazione contro Alex de Minaur e partiva con buone aspettative contro la wildcard britannica Arthur Fery. Ma quello che è successo è stato qualcosa di magico per il tennis di casa. Fery, questo ragazzo di 23 anni, numero 114 del mondo, ha trasformato il Centre Court in un palcoscenico tutto suo. Ha giocato con una leggerezza e un’intelligenza tattica straordinarie, servendo con precisione, variando i ritmi con slice e drop shot letali, e dominando a rete con volée chirurgiche. Cobolli ha provato a reagire, ha portato a casa un tie-break nel secondo set, ma nel terzo è crollato, subendo un 6-0 senza appello. Il punteggio finale, 6-4 7-6 6-0, racconta di un dominio che ha lasciato il pubblico britannico in delirio. Fery ha salutato gli spalti con un sorriso che valeva più di mille parole: è diventato il primo wildcard britannico a raggiungere le semifinali di un Grande Slam nell’era Open, e la sua corsa da sogno continua. Sul No.1 Court, intanto, si consumava un altro quarto di finale maschile di alto livello. Alexander Zverev, testa di serie numero due, ha affrontato Taylor Fritz, numero sei. I
l tedesco ha imposto il suo tennis completo e potente fin dal primo scambio, senza lasciare spazio all’americano. Fritz ha provato a resistere, ma Zverev è stato implacabile: 6-4 6-4 6-2 in meno di due ore. Una prestazione che conferma il tedesco come uno dei grandi favoriti per il titolo, anche se venerdì dovrà vedersela proprio con l’eroe di casa Fery. Sarà una semifinale affascinante, dove l’esperienza e la potenza di Zverev si scontreranno con la freschezza e l’astuzia del britannico. Nel tabellone femminile, oltre alla vittoria di Kostyuk, si è registrata anche quella di Linda Noskova su Elise Mertens, con la ceca che ha prevalso per 6-3 7-5 confermando la sua ottima forma sull’erba. Domani le semifinali vedranno Coco Gauff contro Karolina Muchova e Kostyuk contro Noskova: un quadro aperto, senza le solite dominatrici, che promette spettacolo fino alla fine. Anche nei doppi non sono mancate le emozioni. I campioni in carica britannici Julian Cash e Lloyd Glasspool sono stati eliminati nei quarti, un piccolo dispiacere per il pubblico di casa in una giornata altrimenti trionfale per la bandiera Union Jack.
Guardando indietro a questa giornata, viene da pensare a quanto Wimbledon sappia raccontare storie uniche. Da un lato la delusione per gli azzurri Paolini e Cobolli, usciti a testa alta dopo un torneo comunque positivo, dall’altro la gioia pura di un ragazzo come Fery che, in pochi giorni, è passato dall’essere un quasi sconosciuto a idolo nazionale. Il suo stile, intelligente e vario, ricorda un tennis più classico, adattissimo all’erba, e la sua mentalità sotto pressione sul Centre Court è stata esemplare. Wimbledon 2026 sta regalando un’edizione indimenticabile, piena di colpi di scena e di emozioni genuine. L’erba continua a premiare chi sa adattarsi, chi ha fame e chi gioca con il cuore. Domani le semifinali femminili e venerdì quelle maschili ci diranno chi arriverà alle finali, ma una cosa è certa: Arthur Fery ha già vinto, e con lui un po’ tutto il tennis britannico. Il prato di Londra sa ancora incantare, e questa giornata ne è la prova più bella. Venerdì: Sinner contro Djokovic, e Fery contro Zverev.
M. D. L.
