Cronaca

Il legale di Bastoni sostiene che il giocatore non ha mai avuto rapporti a pagamento

Il calcio italiano si ritrova ancora una volta al centro di un’inchiesta giudiziaria che mescola mondanità, denaro e ombre sulla vita privata di alcuni protagonisti. Stavolta il nome di spicco è quello di Alessandro Bastoni, il difensore dell’Inter e della Nazionale, finito sotto indagine per prostituzione minorile nell’ambito di un’indagine più ampia che da mesi ruota intorno all’agenzia di eventi Ma.De. di Cinisello Balsamo. Tutto ha avuto origine da una denuncia di una giovane che aveva deciso di uscire dal giro. Le indagini della Guardia di Finanza, coordinate dalla procura di Milano con i pm Rosaria Stagnaro e l’aggiunto Bruna Albertini, hanno portato ad aprile all’arresto domiciliare di Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, la coppia ritenuta al vertice dell’organizzazione, insieme ai collaboratori Alessio Salamone e Luz Amilton Fraga. Secondo l’accusa, dietro la facciata di un’agenzia che organizzava serate esclusive per clienti facoltosi si nascondeva un sistema di sfruttamento della prostituzione. Le ragazze venivano reclutate, ospitate in una casa a Cinisello Balsamo e inserite in pacchetti tutto incluso che comprendevano cene di lusso, accessi ai locali alla moda della movida milanese, talvolta gas esilarante e, secondo i pm, anche prestazioni sessuali.

L’attività si estendeva fino a Mykonos, meta scelta per garantire maggiore riservatezza. I proventi, per oltre un milione di euro, sarebbero stati riciclati attraverso bonifici e conti esteri. Per mesi i nomi di decine di calciatori di Serie A sono circolati come parole chiave nelle chat e nei decreti di perquisizione, ma senza accuse formali contro di loro. Molti sono stati sentiti come testimoni. La situazione è cambiata alla fine di giugno quando Bastoni ha ricevuto un avviso di garanzia. Il difensore nerazzurro, oggi ventisettenne, è il primo calciatore di alto livello a essere iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di prostituzione minorile. I fatti contestati risalgono al luglio del 2020, quando Bastoni aveva ventun anni. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, dopo una partita dell’Inter a Verona, Bastoni avrebbe contattato Salamone per organizzare una serata.

Le chat intercettate raccontano di una cena a base di sushi nell’appartamento della Ma.De., con pochi invitati: Bastoni, due suoi amici e tre ragazze, tra cui una diciassettenne. Salamone avrebbe esplicitamente segnalato la disponibilità della giovane, usando il termine minorenne e descrivendone l’atteggiamento. Bastoni avrebbe chiesto se ci fossero posti per appartarsi e alla fine avrebbe portato la ragazza a casa sua. I messaggi notturni mostrano Salamone che raccomanda entrambi, e la risposta della giovane che conferma di trovarsi nell’abitazione del calciatore.

La mattina dopo Bastoni avrebbe riferito che tutto era andato bene. I pagamenti per taxi, cena e organizzazione sarebbero stati a carico suo. Queste conversazioni hanno convinto i pm che si sia trattato di un incontro a pagamento con una minorenne. Eppure la ragazza, sentita come testimone, ha negato di aver avuto rapporti sessuali con Bastoni e di aver ricevuto denaro da lui. Ha confermato solo di aver trascorso la notte lì. L’avvocato di Bastoni, Salvatore Scuto, respinge ogni addebito con forza. Il legale sostiene che il suo assistito non ha mai avuto rapporti a pagamento, tanto meno con minorenni, e che non era consapevole dell’età della ragazza. Bastoni è atteso in procura per l’interrogatorio, fissato inizialmente per venerdì 3 luglio, anche se potrebbe decidere di avvalersi della facoltà di non rispondere o rinviare. L’inchiesta nel suo complesso dipinge un sistema ben oliato. Buttini e Ronchi si difendono sostenendo di aver organizzato soltanto eventi mondani e serate di hospitality per clienti ricchi, senza alcuna gestione di prostituzione.

I soldi incassati, secondo loro, servivano a pagare cene, bottiglie e logistica. Salamone emerge come il punto di contatto diretto con i calciatori, il factotum che gestiva richieste e ragazze. L’indagine ha sequestrato dispositivi, analizzato migliaia di messaggi e ricostruito flussi finanziari. Bastoni, fino a questo momento, ha continuato a essere un pilastro dell’Inter e della Nazionale. Il club nerazzurro lo sostiene privatamente, senza aver adottato provvedimenti.

La vicenda arriva in un momento delicato per il difensore, reduce da stagioni importanti ma anche da critiche legate alla forma. L’impatto mediatico è stato immediato, con titoli che hanno rimbalzato in Italia e all’estero. Al momento siamo nella fase delle indagini preliminari. Non ci sono condanne e Bastoni resta presunto innocente. Gli accertamenti proseguono, con la possibilità che emergano altri episodi o chiarimenti dalle chat, che tra Bastoni e Salamone ammonterebbero a migliaia negli anni. La procura dovrà verificare se le prove siano sufficienti per sostenere l’accusa o se le versioni difensive, a partire dalla testimonianza della ragazza, possano smontare il quadro accusatorio. Intanto il mondo del calcio osserva con attenzione.

Casi come questo riaprono il dibattito sul confine tra vita privata dei giocatori, tentazioni della notorietà e responsabilità personali. Per Bastoni, come per gli altri nomi coinvolti solo marginalmente, l’esito dell’inchiesta potrebbe segnare una svolta, sportiva e umana. La procura di Milano continua a lavorare, con l’obiettivo di fare luce su un giro che, secondo gli inquirenti, ha prosperato per anni nella Milano da bere