Cronaca

Il ritorno del maestro, Frank Miller ospite d’onore al Lucca comics and games 2026

Frank Miller al Lucca Comics, la leggenda torna a far parlare di sé, un autore fondamentale per il fumetto contemporaneo specie per chi come me è affezionato di lunga data al mondo delle nuvole parlanti. Il fumetto (che ha avuto qualche predecessore di lusso come Gustave Dorè che illustrò la Divina Commedia con splendide tavole corredate da didascalie) nasce come striscia nei quotidiani prima di diventare un albo per ragazzi durante la “golden age” per approdare infine nelle librerie e nei negozi specializzati nel formato graphic novel riservato anche a un pubblico di adulti. Forse questo è uno dei problemi che ha determinato l’aumento notevole del costo dei fumetti che oggi, come dichiarato da quell’altro mostro sacro di Alan Moore, non sono più alla portata delle tasche dei giovani. Devo dire che non sono un amante delle storie a fumetti che ricalchino troppo la realtà, ci deve essere lo spazio riservato alla fantasia anche se si affrontano tematiche forti o che riguardino la contemporaneità, eccezione fatta per le novel dell’artista franco iraniana Marjane Satrapi, recentemente scomparsa, della quale ho apprezzato molto “Pollo alle prugne”, la storia di un musicista tradizionale, più del celebrato “Persepolis” conosciuto dal grande pubblico grazie anche alla versione animata uscita nei cinema un paio di decenni fa. Tornando al nostro Miller a lui si deve la serie Sin City, la città del peccato, che potrebbe essere una qualsiasi metropoli contemporanea con le sue bande criminali, la sua lussuria, la sua corruzione in cui si muovono personaggi in chiaroscuro esattamente come le tavole illustrate da Miller. In particolare un episodio della serie intitolato “Quel bastardo giallo”, nel quale un personaggio ha questo colore a sottolinearne la malvagità, tocca un livello di profondità da tragedia greca.

E questo ci porta direttamente a un’altra produzione di Miller che ha ispirato Hollywood ovvero i “300” spartani delle Termopili; agli americani piace paragonarsi agli eroi della classicità dei quali, per altro, non ne possiedono la statura morale. Per questo e altri motivi alcuni hanno visto nell’opera di Frank Miller più di una punta di conservatorismo, altri ne hanno apprezzato la descrizione spietata di mondi fantastici ma sempre più aderenti a quello che è il mondo reale, un concentrato di bellezza e di violenza in continua oscillazione. Valga per tutti la rilettura del personaggio di Batman: esattamente 40 anni fa usciva “Il ritorno del Cavaliere Oscuro” la graphic novel firmata da Miller che ha riportato il personaggio nella sua dimensione originale dopo la coloratissima sbornia psichedelica del Batman degli anni Sessanta del secolo scorso. L’uomo pipistrello era diventato un personaggio quasi esclusivamente infantile grazie anche ai famosi telefilm interpretati da Adam West. Dopo i travagliati anni Settanta Miller lo ha ricollocato nell’oscurità delle origini con questo memorabile “elseworld” (storie in cui i personaggi della DC Comics vengono proiettati in universi paralleli nel passato, in altre epoche, nel futuro ecc…) in cui Batman torna 10 anni dopo il proprio ritiro. Invecchiato e imbolsito si prepara faticosamente a ingaggiare una nuova crociata contro le bande di criminali mutanti che infestano la città di Gotham, arruolando, dopo qualche incertezza, una giovane adolescente come nuova Robin.

Se non avete ancora letto “Il ritorno del Cavaliere Oscuro” non vi rivelo nulla, solo preparate i fazzoletti perché vi serviranno. Infine per i fortunati che riusciranno a prenotare un incontro con Frank Miller per foto e autografi appuntamento dal 28 ottobre al 1° novembre 2026 per la sessantesima edizione del Lucca Comics & Games che si conferma come una delle realtà più longeve relativamente alla diffusione del fumetto come opera completa, fruibile da tutte le generazioni, che conserva quel fascino che nessuna illustrazione realizzata con l’ausilio della IA potrà mai avere.