Cronaca

Accusato dell’omicidio della moglie, texano fugge in Italia per evitare la pena di morte

Fugge dal Texas in Italia per evitare la pena di morte. Accusato di aver ucciso la moglie incinta. La Corte d’Appello di Torino frena sull’estradizione e chiede approfondimenti. Lee Mongerson Gilley, Un ingegnere texano di 39 anni accusato di aver ucciso la moglie incinta decide di sparire prima del processo. Si taglia il braccialetto elettronico, vola in Italia con documenti falsi, convinto di averla fatta franca. Ma a Malpensa la polizia lo ferma. Gilley chiede protezione internazionale. Viene portato prima al Centro di permanenza per il rimpatrio di Torino, poi in carcere dopo il mandato dell’Interpol. Ora la Corte d’appello di Torino deve decidere se restituirlo al Texas. Ma c’è un problema enorme, in Texas alcuni reati si pagano con il “capital murder”, con la pena di morte, e la legge italiana non permette l’estradizione senza garanzie formali che quella pena non verrà eseguita.

L’ambasciata americana dice che la pena di morte non è in discussione, ai giudici torinesi non bastano queste parole. Vogliono certezze. Vogliono capire se si tratta di una garanzia vera e irrevocabile o solo di una dichiarazione generica. Per ora Lee Mongerson Gilley resta in carcere in Italia. La decisione è rinviata.  Il caso è appena iniziato.