La 71° edizione dei David di Donatello 2026 si è conclusa con un gran numero di premi consegnati e con la grande emozione tipica di un evento in cui viene celebrata tutta la bellezza del cinema italiano. Bianca Balti e Flavio Insinna, nei panni di conduttori, sono stati al timone di questa speciale serata. La talentuosa Annalisa ha aperto lo spettacolo con un’esibizione che ha conquistato il pubblico, grazie alla sua inconfondibile voce e a una capacità performativa senza eguali. Ha avuto un ruolo centrale anche l’amatissimo Nino Frassica, che ha portato in scena la sua inimitabile comicità e tutta la spontaneità della sua simpatia. Il premio al miglior film è andato a “Le città di pianura”, la pellicola che ha trionfato con ben 8 statuette. Francesco Sossai, regista de “Le città di pianura” ha ricevuto, infatti, il premio di miglior regia e Sergio Romano quello di miglior attore protagonista. Il film ha anche ottenuto i premi di miglior casting, miglior produttore, miglior canzone originale di Krano per il brano “Ti”, miglior montaggio e miglior sceneggiatura originale.
Il premio di miglior attrice protagonista per il film “Gioia mia” è andato, invece, alla straordinaria 83enne Aurora Quattrocchi, un vero e proprio simbolo di entusiasmo e di amore profondo verso l’arte che va oltre ogni apparente limite d’età. Inoltre, a vincere il premio di miglior esordio alla regia è stata la stessa regista di “Gioia mia”: Margherita Spampinato.
I premi di miglior attore e attrice non protagonista sono stati consegnati rispettivamente a Lino Musella per “Nonostante” e a Matilda De Angelis per “Fuori”. “La grazia” di Paolo Sorrentino, a dispetto delle previsioni, non ha ricevuto alcun riconoscimento e lo stesso è accaduto per “Queer” di Luca Guadagnino. “La città proibita” di Gabriele Mainetti ha ottenuto i premi di miglior scenografia, miglior autore della fotografia e migliori effetti visivi. Al film “Primavera” sono andati i premi di miglior compositore, miglior suono, miglior acconciatura e migliori costumi. Per “Le assaggiatrici” sono arrivati premi di altrettanta importanza: miglior sceneggiatura non originale, miglior trucco e il David giovani a Silvio Soldini.
Inoltre, quattro preziosi riconoscimenti sono stati assegnati ad artisti che hanno reso indimenticabile, con la loro passione e tenacia, il cinema italiano nel mondo. Gianni Amelio, difatti, ha ricevuto il David alla Carriera, il premio Speciale è stato consegnato a Bruno Bozzetto, la grande Ornella Muti ha ottenuto il David Speciale e il premio Speciale Cinecittà 71 è stato conferito a Vittorio Storaro.
Il David dello spettatore è andato al film Buen Camino co-diretto da Checco Zalone, che ne è anche protagonista, e Gennaro Nunziante. La loro è stata una produzione cinematografica che ha registrato il record assoluto di incassi, superando i 9 milioni di spettatori. “Roberto Rossellini – Più di una vita” di Andrea Paolo Massara, Ilenia De Laurentiis e Raffaele Brunetti si è aggiudicato il premio di miglior film documentario e “Everyday in Gaza” di Omar Rammal quello di miglior cortometraggio. Miglior film internazionale è, invece, “Una battaglia dopo l’altra” di Paul Thomas Anderson.
Per giunta, davanti agli studi di Cinecittà è stata organizzata una protesta pacifica che ha avuto per protagonisti addetti ai lavori e maestranze. La loro iniziativa è nata dall’urgente necessità di evidenziare quanto il cinema sia colpito da una realtà sempre più indifferente che non valorizza i lavoratori e l’arte in ogni sua prospettiva. Anche l’attrice Matilda De Angelis ha espresso delle parole cariche di significato a riguardo, ricordando che la cultura è vita e dando spazio pubblicamente ad una tematica che meriterebbe di ricevere tanta più attenzione. Non sono mancate, inoltre, parole dedicate alla politica e alle drammatiche dinamiche di guerra che stanno dilaniando il pianeta. Anche quest’anno i David di Donatello hanno regalato agli spettatori, nonostante piccole gaffe e qualche battuta di troppo, una serata all’insegna della magia che rende unico il panorama cinematografico italiano.
