Scivola sul pavimento bagnato a casa di un amico e si fa male, per lui scatta un risarcimento da 43 mila euro
L’amico dovà pagargli i danni. L’uomo era scivolato sulle scale della casa in cui era ospitato e si era rotto il polso e riportato lesioni gravi alla spalla. Non un incidente domestico da poco, la caduta non lo aveva ridotto in pericolo di vita ma lo aveva costretto ad un calvario sanitario non da poco, tra terapie e pesanti operazioni chirurgiche necessarie a rimetterlo in sesto. Lui è un 66enne riminese, difeso dall’avvocato Alessandro Pierini, che in tribunale è riuscito ad ottenere un risarcimento di 43mila euro, anche se il giudice ha riconosciuto un concorso di colpa del 30%.
L’incidente domestico era avvenuto l’1 maggio del 2022. L’uomo era di fatto solo nell’abitazione in cui era ospite. Scendendo le scale in ciabatte è scivolato sul pavimento bagnato dall’acqua fuoriuscita dai sottovasi delle piante, che erano state innaffiate da poco. Sulle dinamiche il procedimento è stato piuttosto pacifico.
L’uomo aveva raccontato di essere sceso per le scale in ciabatte, la proprietaria aveva confermato che l’acqua era effettivamente fuoriuscita dai vasi, circostanza già chiarita grazie ad alcune testimonianze. Subito chiarito anche il concorso di colpa: secondo il giudice se l’uomo avesse infilato un paio di scarpe probabilmente non sarebbe caduto. Più complessa la trama delle responsabilità della donna. La proprietaria di casa, assistita dall’avvocato Maria Luisa Trippitelli, si era rivolta alla sua compagnia assicurativa per tutelarsi dalle richieste di risarcimento. La compagnia, tuttavia, si era opposta alle rimostranze della vittima dell’incidente.
Sostanzialmente secondo la società non sarebbe stato provato il nesso causale tra la presenza dell’acqua fuoriuscita dai vasi e la caduta del 66enne perché di fatto nessuno aveva assistito a quanto accaduto. Per il giudice, tuttavia, l’ammissione pacifica della donna che aveva spiegato che l’acqua era effettivamente fuoriuscita sulle scale e le testimonianze erano più che sufficienti a delineare il quadro: la donna è responsabile di «danno da cosa in custodia». È contenuto nell’articolo 2051 del diritto civile: in sintesi il custode (proprietario, affittuario o chiunque abbia il controllo effettivo di un bene) è responsabile dei danni causati da quella cosa, a prescindere dalla sua cattiva fede o negligenza.
L’unica eccezione è il caso fortuito non contemplato in questa vicenda: in sintesi non è servito dimostrare che il proprietario volesse far cadere l’ospite, è bastato che il danno fosse stato causato dal pavimento bagnato.
Il risarcimento ammontava a circa 61mila euro poi ridotto a 43mila euro per il calcolo dovuto al concorso di colpa di cui è stato ritenuto responsabile il 66enne. Il tribunale ha disposto che a coprire in toto o in parte le spese sia la compagnia assicurativa che dovrà comunque rimborsare la proprietaria di casa: la sua polizza era operativa per i danni derivanti dalla gestione dell’abitazione.
(Fonte Corriere di Bologna)
