Monte Faeta, incendio fuori controllo: oltre 800 ettari in fumo e 3.500 evacuati nella notte, arriva l’esercito
Si aggrava ulteriormente l’emergenza sul Monte Faeta. A tre giorni dallo scoppio dell’incendio, il fronte resta attivo e sempre più difficile da contenere, mentre il bilancio dei danni continua a crescere: oltre 800 ettari di bosco sono già stati distrutti, con una situazione in costante evoluzione.
L’area più critica è quella di Asciano, frazione del comune di San Giuliano Terme, dove nella notte è stato disposto un nuovo ordine di evacuazione a causa dell’intensificarsi del vento che ha spinto le fiamme verso le abitazioni. Il provvedimento interessa circa 3.500 persone, con evacuazione estesa fino alla strada provinciale 30, la cosiddetta “Lungomonte”. Le squadre dei Vigili del Fuoco, insieme ai volontari della protezione civile, hanno lavorato senza sosta per tutta la notte per contenere l’avanzata del fuoco e proteggere le aree abitate.
Nelle ultime ore è stata firmata una nuova ordinanza anche dal sindaco di Lucca, Mario Pardini, che dispone l’evacuazione immediata, in via precauzionale, degli edifici situati in via del Monte, nella frazione di Santa Maria del Giudice, dal civico 816 fino al termine della strada. Il provvedimento riguarda tutte le persone presenti, residenti e non, e resterà in vigore fino al termine dell’emergenza. È stato individuato nel campo sportivo di Santa Maria del Giudice il punto di accoglienza temporaneo per la popolazione evacuata. Sul posto operano vigili del fuoco, protezione civile, squadre AIB e forze dell’ordine, impegnate sia nel contenimento del rogo sia nella gestione della sicurezza.
Dalla giornata di ieri, 30 aprile, sono in azione sull’area canadair ed elicotteri, impegnati in lanci continui. I mezzi aerei stanno operando anche oggi, con interventi ripresi all’alba del 1° maggio, mentre le squadre a terra concentrano gli sforzi soprattutto nella difesa delle abitazioni minacciate dalle fiamme. L’unità di crisi regionale è attiva a Santa Maria del Giudice per il coordinamento delle operazioni e il monitoraggio costante della situazione. Nelle aree evacuate è stato disposto anche l’intervento dell’esercito, con funzioni di presidio per prevenire eventuali episodi di sciacallaggio nelle abitazioni lasciate vuote.
Intanto emergono le prime ipotesi sull’origine dell’incendio. Secondo quanto riferito dal sindaco di San Giuliano Terme, Sergio Di Maio Cecchelli, il rogo potrebbe essere partito dalla valle di San Pantaleone, sul versante lucchese, a causa di un abbruciamento di potature di ulivi sfuggito al controllo.
Sul versante pisano si stimano circa 500 ettari già bruciati, ma l’intero scenario resta in continua evoluzione. Il vento continua a rappresentare il principale fattore di rischio, rendendo imprevedibile il comportamento delle fiamme e complicando le operazioni di spegnimento. Le operazioni proseguono senza interruzioni, con un dispiegamento di mezzi e uomini che resta tra i più imponenti degli ultimi anni sul territorio. Nelle prossime ore saranno le condizioni meteo a determinare l’evoluzione dell’incendio, mentre l’attenzione resta massima sulla sicurezza delle persone e sulla difesa delle abitazioni ancora esposte al rischio.
