Cronaca

Omicidio di Massa: convalidato dal Tribunale dei Minori il fermo del minorenne che resta in carcere

Conclusi tutti gli interrogatatori di garanzia per la tragedia di Massa, sia dei maggiorenni sia del minore, tutti e tre accusati di aver ucciso Giacomo Bongiorni. Ieri 16 aprile è stato convalidato il fermo del minorenne indagato per la morte di Giacomo Bongiorni, il 47enne ucciso a Massa dopo un’aggressione avvenuta in strada davanti al figlio. La decisione è stata presa del giudice del Tribunale per i Minorenni di Genova, che ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare della custodia in un carcere minorile. Il ragazzo è uno dei tre minorenni coinvolti nell’inchiesta per omicidio aggravato in concorso e rissa aggravata, contestazioni formulate dalla procura minorile nell’ambito delle indagini sulla violenta aggressione avvenuta la sera dell’11 aprile in centro a Massa. Secondo quanto emerso finora dagli accertamenti investigativi e dagli esami medico-legali, Bongiorni sarebbe stato colpito con pugni e calci, anche mentre era già a terra. Le lesioni alla testa, in particolare, sarebbero risultate determinanti per il decesso. Sono cinque le persone al momento indagate per concorso in omicidio volontario aggravato dai futili motivi e rissa aggravata: due maggiorenni di origine romena: Ionut Alexandru Miron, 23 anni, e Eduard Alin Carutasu, 19 anni, entrambi in carcere a Massa. Tre minorenni, di cui uno (il 17enne) in custodia cautelare a Genova, mentre altri due restano indagati a piede libero. Le indagini proseguono in attesa dei risultati dell’autopsia.

Le telecamere hanno ripreso parte della scena. Come scrive il Corriere Fiorentino, il video, finito agli atti del procedimento giudizirio, dura un minuto e 54 secondi: per gli inquirenti la parte interessante è di 15 secondi. Le immagini della telecamera sono abbastanza nitide ma la ripresa è lontana. Un albero, che si trova tra il kebab e un bar, occlude parzialmente la vista. In quelle immagini non si vede Bongiorni dare una testata al diciassettenne che domenica, ai pm della Procura per i minorenni, aveva raccontato di essere stato colpito dall’uomo e che oggi, per l’udienza di convalida, tornerà a parlare al giudice. La stessa versione, agli atti, è stata data da una diciottenne, che ha parlato di una testata di Bongiorni.

In quelle immagini i giovani sono vestiti di scuro, i loro volti si riconoscono guardando tutto lentamente. Sembrerebbe di vedere lo studente minorenne — ex promessa della boxe — sferrare un cazzotto in faccia alla vittima: il braccio spunta dall’albero. Bongiorni cade a terra, di schianto. E subito dopo un soggetto, forse ancora il minore, si avvicina a lui, si abbassa e pare tirare un secondo pugno: sembra che lo centri in faccia. La vittima non oppone resistenza. A quel punto l’ex pugile sparisce dall’inquadratura e arrivano Eduard Alin Carutasu, 19 anni, e Ionut Alexandru Miron, 23 anni. La loro presenza dura un soffio. Il giovane di 23 anni — rispetto al corpo a terra di Bongiorni — è dietro ed è coperto dall’amico di 19 anni. Si vede invece ben inquadrato Eduard Alin Carutasu, che tira un calcio alla vittima, nella parte alta del corpo, forse in faccia: non prende la rincorsa e non lo colpisce di punta, lo fa col piede di lato. «L’ho colpito per rabbia, non volevo uccidere», ha detto il giovane alla giudice. Subito dopo i due maggiorenni escono dall’inquadratura della telecamera. Si vedrà. Lo choc di un’intera comunità e non solo, stavolta è stato davvero enorme. Sullo sfondo un bambino di 11 anni che ha visto uccidere suo padre. Questo non è un aspetto della vicenda che si potrà risolvere in un’aula di Tribunale.