Ue: “L’Italia dovrà reintrodurre l’abuso d’ufficio”, approvata una nuova direttiva anti corruzione
Il Parlamento europeo ha adottato una direttiva per contrastare la corruzione e che di fatto ritiene indispensabile il reato di abuso d’ufficio. Reato che però l’Italia aveva cancellato un provvedimento dell’agosto 2024. La direttiva è passata con 581 voti a favore, 21 contrari e 42 astensioni: stabilisce a livello Ue le fattispecie di corruzione che devono essere qualificate come reati dai paesi Ue, tra cui corruzione nel settore pubblico e in quello privato, appropriazione indebita, ostruzione della giustizia, traffico di influenze, esercizio illecito di funzioni (abuso d’ufficio), arricchimento illecito legato alla corruzione, occultamento e corruzione nel settore privato, e ne armonizza le sanzioni. Per effetto di questo voto i paesi Ue dovranno adottare e aggiornare regolarmente strategie nazionali anticorruzione, coinvolgendo la società civile, nonché effettuare valutazioni dei rischi e garantire sistemi solidi per contrastare i conflitti di interesse e garantire la trasparenza del finanziamento politico e degli standard etici. Dovranno inoltre istituire organismi dedicati e sufficientemente indipendenti per prevenire e contrastare la corruzione.Ma quali sono le conseguenze per l’Italia? «L’Italia ha votato a favore di queste regole. Quindi spero che la direttiva sia applicata» ha detto la presidente dell’Eurocamera Roberta Metsola rispondendo ad una domanda sull’ok alla direttiva anticorruzione. «L’Italia dovrà obbligatoriamente reintrodurre come reato almeno due fattispecie, tra le più gravi, nell’ambito dell’abuso di ufficio, ha sottolineato la relatrice Raquel Garcia Hermida. «Il mandato è molto chiaro sull’abuso di ufficio, ha aggiunto la relatrice. Anche i deputati di Fratelli d’Italia a Strasburgo hanno votato a favore della direttiva nonostante, come detto, meno di die anni fa l’abuso d’ufficio era stato abrogato dal governo Meloni. Già in quella circostanza era stato fatto notare che Bruxelles avrebbe potuto avanzare contestazioni nei confronti di Roma. Sindaci di tutti gli schieramenti si erano detti d’altra parte favorevoli alla cancellazione del reato: che in 9 casi su dieci determinava l’assoluzione dell’indagato.
La direttiva dovrà ora essere formalmente adottata dal Consiglio. Entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Ue. Gli Stati membri avranno 24 mesi per recepirla (36 mesi per le disposizioni su valutazioni dei rischi e strategie nazionali). «Negli ultimi anni la normativa italiana per combattere e prevenire la corruzione ha fatto segnare diversi arretramenti: speriamo che il rapido recepimento della direttiva sia l’occasione per colmare fin da subito alcuni dei vuoti di tutela che si sono aperti con l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio»: Così il presidente dell’Autorità anticorruzione, Giuseppe Busia, che plaude al voto di stamane sulla direttiva Ue Anche il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso interviene sugli effetti della direttiva Ue: «È possibile che la Corte sarà chiamata nuovamente a fare il controllo che la Costituzione prevede. Prima ancora, ovviamente, sarà la politica chiamata a prendere atto di questa nuova legislazione europea».