Cronaca

Italiani bloccati all’estero per la guerra in Iran che ha mandato in tilt molti aeroporti nel mondo

Stando alle stime più recenti, ci sarebbero circa 60mila italiani bloccati all’estero. Molti toscani tra cui una decina di lucchesi. I viaggiatori, al momento, risulterebbero impossibilitati a rientrare in patria a causa del conflitto scoppiato in Medio Oriente e del blocco aereo in diversi Paesi. Per questo motivo la Farnesina si è mobilitata, per facilitare l’assistenza e gli eventuali trasferimenti. Ma ognuno sta cercando di rientrare come può. Il Ministero degli Esteri, in queste ore, ha messo in moto una macchina organizzativa straordinaria, come riportano dalla redazione de Il Messaggero. Al fine di garantire sicurezza e trasparenza, la Farnesina si sta occupando del rimpatrio degli italiani rimasti in Medio Oriente e in diversi Paesi asiatici, attivandosi nell’area del Golfo – che nel frattempo fa la conta dei danni al settore turistico. Le autorità italiane si stanno impegnando al massimo per riportarli a casa in completa sicurezza. Non è un caso quindi che sia stato avviato un coordinamento con le compagnie turistiche per i trasferimenti da Dubai verso Muscat, in Oman. L’obiettivo è agevolare il passaggio alla frontiera e garantire assistenza in aeroporto.

Obiettivo dichiarato pure dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani: “Stiamo organizzando anche con le compagnie turistiche spostamenti da Dubai verso Muscat in Oman per agevolare il passaggio alla frontiera, l’assistenza all’aeroporto e abbiamo inviato una scorta, che è già operativa, dell’unità di crisi da Roma composta da tre diplomatici, due carabinieri, due finanzieri e un rappresentante della protezione civile per dare il massimo dell’assistenza”.

Il vicepremier, inoltre, ha aggiunto: “Nell’unità di crisi sono stati convocati anche due carabinieri del reparto della Farnesina, e due finanzieri del reparto interno alla Farnesina e la Protezione Civile per dare altra assistenza”. Come abbiamo già accennato nei precedenti paragrafi, si sta cercando di fornire un supporto diretto ai connazionali, anche nel tentativo di scongiurare eventuali truffe nella vendita dei biglietti aerei, perché i fenomeni di bagarinaggio rappresentano un rischio concreto.

In ogni caso, la situazione rimane “molto complessa”, sottolinea Tajani. Alcuni dei 60mila italiani di cui abbiamo parlato in apertura sono distribuiti tra Hong Kong, Sri Lanka, India, Thailandia, Filippine, Seychelles e altri Paesi dell’area. Per ora si vuole dare priorità alle situazioni più urgenti, ma la rete diplomatica è attiva per portare a termine tutte le operazioni di rimpatrio. In quest’ottica risulta fondamentale la mobilitazione delle ambasciate e dei consolati italiani, che stanno offrendo assistenza e informazioni aggiornate. Il ministro degli Esteri, intervenuto a margine dell’Arctic Circle Rome Forum, si è rivolto ai connazionali, lanciando un duplice appello. In primo luogo ha suggerito a chi prenota un volo di rientro di partire, senza sottrarre posti a chi si sta trovando in difficoltà (“Quando si prenota bisogna poi andare”, ha detto). E poi ha raccomandato la massima attenzione, per via di possibili raggiri, invitando gli italiani a fare riferimento solo ai canali ufficiali della Farnesina (“Ci sono finte notizie di vendita di biglietti e molte truffe in giro”, ha spiegato).