Ladri senza scrupoli e coscienza. Una rete criminale specializzata nel furto di farmaci oncologici e salvavita ad altissimo costo è stata smantellata al termine di una lunga indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria. Nelle scorse ore i carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro persone originarie di Napoli e della sua provincia, ritenute responsabili – a vario titolo e in concorso tra loro – del furto aggravato di medicinali destinati a terapie salvavita per un valore complessivo superiore a 1,2 milioni di euro. Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della locale Procura. Secondo quanto emerso dall’attività investigativa, il gruppo avrebbe preso di mira farmacie ospedaliere dove vengono conservati farmaci oncologici, chemioterapici e biologici dal valore estremamente elevato, molto richiesti anche nel mercato illegale.
L’indagine è stata condotta dalla Sezione Operativa della Compagnia carabinieri di Melito Porto Salvo e si è sviluppata tra aprile 2024 e febbraio 2025. Gli accertamenti sono partiti dopo una serie di furti avvenuti presso la farmacia ospedaliera dell’ospedale “Tiberio Evoli” di Melito Porto Salvo, registrati nei mesi di aprile, maggio e luglio del 2024. I militari hanno inizialmente analizzato le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nei pressi della struttura sanitaria. Successivamente le indagini sono proseguite con attività tecniche più approfondite, tra cui intercettazioni telefoniche e l’analisi di una vasta mole di dati di traffico telefonico. Questo lavoro investigativo ha consentito di ricostruire i movimenti dei sospettati e individuare i presunti responsabili degli episodi.
Secondo gli inquirenti sarebbe emersa l’esistenza di una rete criminale ben organizzata con base logistica nella città di Napoli e ramificazioni operative in diverse zone del territorio nazionale. Il gruppo, secondo l’ipotesi accusatoria, si sarebbe specializzato proprio nei furti ai danni delle farmacie ospedaliere autorizzate alla detenzione di farmaci antitumorali e biologici destinati a cure salvavita. Il modus operandi del sodalizio sarebbe stato accuratamente pianificato. Prima di ogni colpo venivano selezionate le strutture sanitarie da colpire e venivano effettuati sopralluoghi preliminari per studiare accessi, sistemi di sicurezza e modalità di custodia dei medicinali. Per muoversi senza lasciare tracce gli indagati avrebbero utilizzato veicoli a noleggio e utenze telefoniche dedicate, spesso intestate fittiziamente a cittadini stranieri, così da rendere più difficile la loro identificazione.
L’indagine che ha portato agli arresti ha inoltre rappresentato il punto di partenza per ulteriori approfondimenti investigativi condotti in coordinamento con le Procure di Napoli e Benevento. Gli sviluppi delle attività investigative hanno già portato all’emissione di altri provvedimenti restrittivi nei confronti di persone ritenute coinvolte in episodi analoghi. Il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Per questo motivo gli indagati devono essere considerati presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
