Via libera alla nomina della lucchese Beatrice Venezi come direttrice musicale dell’Orchestra del Gran Teatro La Fenice di Venezia a partire da ottobre. Lo ha ribadito il Soprintendente Nicola Colabianchi ieri in una lunga lettera scritta dopo il Consiglio di Indirizzo (assente solo Alessandro Tortato, nominato dal Mic, per motivi personali). Di fatto quindi i quasi sei mesi di proteste delle maestranze non sono serviti a nulla. La lettera di tre pagine del Soprintendente. Nel testo, lungo tre pagine, Colabianchi ribadisce in modo diplomatico quanto sostenuto fin dall’inizio, ovvero che ci sono resistenze verso Venezi in quanto donna e giovane, elementi mai dichiarati dalle maestranze che hanno invece sempre contestato il suo cv musicale, ritenendolo inadeguato rispetto al ruolo assegnatole. Anche su questo però Colabianchi non transige, ribadendo come fin dall’inizio, la grande preparazione di Venezi. «È in questo solco che si colloca la mia decisione di nominare il Maestro Beatrice Venezi quale Direttore Musicale del Teatro La Fenice, una scelta che assume consapevolmente anche il valore di un investimento sul futuro, non ultimo in ragione della sua giovane età – ha scritto il Soprintendente dopo aver ripercorso nuovamente l’iter che lo aveva portato alla controversa nomina – In un contesto spesso segnato da percorsi direttoriali lunghi e insistiti, la decisione di affidare un incarico di tale rilievo a un’esponente di una nuova generazione rappresenta un atto di fiducia nella capacità di costruire continuità e percorsi nel medio e lungo periodo, assicurando al Teatro una prospettiva di sviluppo e di rinnovamento».
La protesta delle maestranze. Difficile dire come si evolverà ora il rapporto. Come già annunciato da Cgil CISL UIL Fials le proteste continueranno. «Non si capisce proprio perché a distanza di sei mesi dalla decisione di nominare Beatrice Venezi Direttore Musicale il sovrintendente decida ora di rispiegare al Consiglio di Indirizzo de La Fenice le ragioni che l’hanno portato ad imporre questa nomina senza nessun confronto creando una situazione divenuta ora ingestibile» ha detto Nicola Atalmi Nicola Atalmi segretario Slc Cgil Veneto «Senz’altro si tratta di un classico caso che gli antichi definivano “excusatio non petita, accusatio manifesta”. Il pasticcio lo ha fatto lui ed ora non serve a nulla arrampicarsi sugli specchi».
(Fonte Corriere della Sera)
