Sánchez contro Trump, il “No alla guerra” che isola la Spagna ma spariglia le carte in tavola dell’Ue
Nel panorama politico europeo, il premier spagnolo Pedro Sánchez si trova oggi in una posizione tanto coraggiosa quanto solitaria. Il leader socialista ha scelto, per il momento, una linea di rottura totale con la strategia militare americana. Il punto che sembra essere di non ritorno è stato il secco “no” alla concessione delle basi militari di Rota e Morón per le operazioni congiunte tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Un rifiuto che ha scatenato l’ira di Donald Trump, il quale ha minacciato di interrompere ogni relazione commerciale con Madrid, definendo la Spagna un “alleato terribile”. Sebbene Sánchez abbia ricevuto telefonate di solidarietà dai vertici dell’Unione Europea, la sua fermezza anti-Trumpiana appare oggi minoritaria, vista la grande prudenza che sembra prevalere a Bruxelles e nelle altre capitali europee. Sánchez può contare solo in parte sul sostegno di Emmanuel Macron: il presidente francese, pur condividendo le critiche agli USA, guida una potenza nucleare con enormi interessi in Medio Oriente. Per Macron,la strategia migliore è l’adozione di una linea più morbida che gli permette di criticare l’intervento militare definendolo “fuori dal diritto internazionale”, pur garantendo supporto ai partner del Golfo minacciati dall’Iran. Sánchez, invece, sembra non voler scendere a patti. Essendo rimasto praticamente l’unico leader socialista di peso nel Consiglio Europeo, sente il peso di rappresentare una voce alternativa. È stato il primo a denunciare apertamente l’operazione israelo-americana, parlando di un “disastro evitabile” e rifiutando di farsi complice di una spirale di violenza, anche a costo di subire pesanti rappresaglie economiche. Questa libertà d’azione ha però un prezzo: la marginalizzazione. Mentre il resto d’Europa cerca faticosamente un equilibrio per non sclafire i propri rapporti con la Casa Bianca, Sánchez rivendica l’autonomia della Spagna, citando la legalità internazionale e il diritto alla pace. Il rischio, tuttavia, è che questo sentimento trasformi la Spagna in un’isola diplomatica, separata da un continente che, per paura o prudenza, preferisce non opporsi frontalmente il gigante statunitense.
