Esteri

C’è di nuovo un Khamenei come Guida Suprema dell’Iran, è Mojtaba il secondo figlio del defunto Ali

Pioggia di missili e droni su Teheran, Tel Aviv e Beirut. Per la Mezzaluna Rossa sono già 800 i morti in Iran. Sirene di allarme aereo in funzione anche in Bahrein, Emirati Arabi e Qatar. Colpita l’ambasciata degli Stati Uniti in Arabia Saudita: ira di Trump. Distrutti dai raid USA i centri di comando delle Guardie Rivoluzionarie. Fiamme sul consolato USA a Dubai. Aerei britannici in azione nei cieli di Giordania e Iraq. La Francia invia la portaerei Charles De Gaulle nel Mediterraneo. Caccia statunitensi abbattuti nei cieli del Kuwait da fuoco amico (dicono). Appello del Dipartimento di Stato ai cittadini USA: lasciate immediatamente i paesi della regione. Dall’Oman gli ex mediatori: si torni al tavolo delle trattative. Ennesima notte di fuoco in Iran in seguito alla nuova ondata di attacchi lanciati dalle forze israeliane dopo essere penetrati via terra anche in Libano dove operano le milizie di Hezbollah, alleate della Repubblica Islamica, che continuano i lanci di razzi e droni verso Israele. Mentre nella giornata del 3 marzo 2026 l’Iran piangeva, straziato, ai funerali delle decine di studentesse decedute dopo un attacco areo nella provincia di Media, nella città di Qom l’Assemblea degli Esperti designata a eleggere la guida suprema, nonostante fosse presa di mira dagli attacchi israeliani, provvedeva a conferire il prestigioso incarico a Mojtaba Khamenei, figlio dello scomparso Ayatollah Ali Khamenei, sotto consiglio delle Guardie Rivoluzionarie con le quali Mojtaba Khamenei è in ottimi rapporti. L’elezione è stata salutata da scene di giubilo nel paese; ciò che Israele e gli USA hanno tentato di fare, ovvero decapitare i vertici dello stato, si è rivelato un completo fallimento e ora tutti paghiamo le conseguenze di questa azione dissennata.

Occorre comprendere che non tutti gli stati hanno la stessa struttura per motivi che interessano la tradizione ambientale, etnica, storica, giuridica, sociale, urbanistica, politica, religiosa ed economica. Per come è strutturata la Repubblica Islamica dell’Iran eliminare i più alti funzionari, anche in un numero consistente com’è accaduto, non ha determinato la crisi dello stato, semplicemente si sostituiscono le persone scomparse con altre magari anche più capaci. In questa ottica va intesa l’elezione della nuova guida suprema avvenuta più velocemente di quanto si pensasse, prima dei funerali dello scomparso Ayatollah Ali Khamenei che dovrebbero celebrarsi la settimana prossima. È evidente che in un momento del genere il paese non poteva restare senza guida considerato che già dal breve conflitto del 2025 sono stati uccisi da Israele diversi alti funzionari iraniani con incarichi militari e di governo. Piuttosto giovane per il ruolo di prestigio che dovrà ricoprire Mojtaba Khamenei prestò servizio nella guerra contro l’Iraq prima di dedicarsi agli studi religiosi. Da tempo veniva indicato come possibile successore del padre di cui è il secondo figlio anche se finì al centro di inchieste e polemiche per delle presunte operazioni immobiliari opache con l’Occidente che lo avrebbero arricchito. È uscito illeso dalla distruzione della dimora familiare, come riportato dall’agenzia di stampa iraniana Mehr, e ora prenderà il posto dell’Ayatollah Ali Khamenei che in realtà non era così propenso a inaugurare una dinastia.