Cronaca

Monte Faeta, incendio domato: indagati due giardinieri, i rischi di cedimenti con il maltempo in arrivo

L’emergenza sul Monte Faeta è sostanzialmente rientrata. Dopo quattro giorni di fiamme, evacuazioni e interventi senza sosta, l’incendio è praticamente domato e si apre ora la fase di monitoraggio e bonifica, con squadre ancora operative per evitare eventuali riprese. Sul fronte pisano, il rogo è contenuto intorno al 90%, come confermato dal coordinamento regionale antincendi boschivi. Restano attivi operatori a terra e un elicottero in supporto, pronti a intervenire su focolai residui. Il pericolo non è del tutto azzerato, ma viene considerato sotto controllo, con l’attenzione concentrata sul mantenimento del perimetro di sicurezza. Accanto alla gestione dell’emergenza, si sviluppa l’indagine sulle cause. Due giardinieri lucchesi sono indagati per incendio boschivo colposo aggravato. Secondo quanto emerso, la mattina del 28 aprile i due stavano effettuando lavori di potatura in un oliveto nella zona di Santa Maria del Giudice e avrebbero acceso un fuoco per smaltire rami e sterpaglie. Una decisione che, complice il vento di grecale, avrebbe innescato il rogo poi propagatosi rapidamente verso il Monte Faeta. Gli stessi operai avrebbero ammesso l’accaduto ai carabinieri forestali.

Il bilancio è pesante: quasi 800 ettari di territorio distrutti tra i versanti di Lucca e Pisa, con danni estesi al patrimonio boschivo e ambientale. Ora, però, la priorità si sposta sulla fase successiva. Le prossime ore saranno decisive anche per le condizioni meteo. Le previsioni indicano l’arrivo di una perturbazione tra il 4 e il 5 maggio: una pioggia moderata potrebbe contribuire a spegnere definitivamente eventuali focolai, ma precipitazioni intense rischiano di creare nuove criticità. Il terreno, privato della copertura boschiva, potrebbe infatti favorire fenomeni di piccoli smottamenti, con scivolamenti di terra e vegetazione bruciata, in particolare nelle aree più colpite come Casette e Ragnaia. Archiviata la fase più acuta dell’incendio, resta quindi un territorio fragile, da mettere in sicurezza passo dopo passo. E mentre si continua a presidiare il monte per evitare nuove riprese, l’attenzione si sposta anche sulle responsabilità, con un’indagine che punta a chiarire come un gesto all’apparenza ordinario si sia trasformato in uno dei roghi più estesi degli ultimi anni tra Lucca e Pisa.