Cronaca

Violentata a 15 anni durante una festa di compleanno di un’amica, nei guai un 18enne siciliano

Si è svolto lo scorso 6 marzo l’incidente probatorio relativo alla presunta violenza sessuale subita da una ragazzina di soli 15 anni a Messina. Da quanto dichiarato dalla giovanissima, gli abusi si sarebbero consumati ai suoi danni da parte di un 18enne, durante una sera dell’agosto 2025, in un locale nella zona nord della città, durante una festa di compleanno. È stata la madre della 15enne a denunciare immediatamente l’accaduto ai carabinieri. La donna, infatti, ha dichiarato sin dal principio di credere fermamente alle parole di sua figlia e di averla spronata a parlare, notando delle ambiguità nei suoi atteggiamenti subito dopo quella serata. Ha riferito ogni dettaglio utile ai militari dell’Arma senza risparmiare alcun elemento di cui era a conoscenza. È a partire dalla sua denuncia che l’inchiesta ha avuto inizio sotto la coordinazione della Procura distrettuale della città dello Stretto. Le forze dell’ordine hanno tempestivamente dato il via ad una raccolta di concrete testimonianze. Il 18enne, però, continua a pronunciarsi innocente, smentendo ogni sua implicazione nel caso.

L’incidente probatorio si è tenuto pochi giorni fa, come già affermato, e ha avuto luogo all’interno del Tribunale dei minori di Messina, sede scelta con l’obiettivo di tutelare la giovanissima età della ragazza. Ha rappresentato un passaggio fondamentale, una tappa giudiziaria necessaria per ascoltare in maniera diretta la ricostruzione della 15enne e acquisire nuovi preziosi elementi per giungere alla verità. L’udienza è durata circa un’ora e mezza ed è avvenuta in un clima protetto alla presenza di una psicologa, al fine di garantire la tranquillità della ragazzina. La psicologa, per giunta, ha anche valutato il ruolo della madre in questa vicenda, tenendo conto delle sue azioni e del modo in cui ha agito per salvaguardare sua figlia. La giovanissima ha raccontato la sua versione davanti alla pm distrettuale Antonietta Ardizzone, magistrato che dirige le indagini dei militari dell’Arma, e alla gup Alessia Smedile. Ha anche risposto alle domande degli avvocati delle due parti: il legalista Antonello Scordo, che assiste la famiglia della 15enne, e l’avvocato Carlo Autru Ryolo, che era lì a difesa del giovane indagato. Tuttavia, prima dell’udienza, sono stati effettuati degli accertamenti probatori per verificare la disponibilità mentale della ragazza ad affrontare questa particolare fase dell’inchiesta. Il lavoro della Procura, che ha avviato le indagini, è cominciato con un’iniziale ricostruzione di quanto avvenuto in quelle ore e proseguirà finché non saranno chiarite le reali dinamiche dell’accaduto. Non a caso, sono ancora molti i tratti su cui bisogna fare luce. Ulteriori verifiche sono nelle mani dei carabinieri e della già più volte citata Procura.