Una lite scoppiata tra due giovanissimi coetanei a Fondi, in provincia di Latina, è culminata con l’accoltellamento da parte di un 14enne ai danni di un ragazzo di soli due anni più grande. L’aggressore aveva con sé una lama da cucina e non ha esitato ad utilizzarla, colpendo alla pancia il 16enne che aveva di fronte. Il tutto è avvenuto in una zona centrale della città e proprio questo ha scongiurato l’ipotesi di un tragico finale. Difatti, era di passaggio un agente di polizia fuori servizio che, compresa immediatamente la gravità della situazione, ha agito tempestivamente per disarmare il 14enne ed evitare che la situazione avesse un risvolto drammatico. L’adolescente ferito è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Fiorini di Terracina, ma le sue condizioni, fortunatamente, sono risultate subito stabili e presto potrà tornare alla sua vita. Nonostante il grande spavento e il trauma vissuto, il giovane non è in pericolo. Il 14enne, invece, è stato raggiunto dai carabinieri e poi condotto all’interno di una struttura minorile di Roma. La principale accusa a suo carico è quella di tentato omicidio e, stando a quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, la discussione sarebbe nata a causa di futili tensioni.
Il gesto del ragazzo, inoltre, è ulteriormente aggravato da ciò che ha fatto nei momenti immediatamente successivi alla lite. Ha condiviso, infatti, sul suo profilo social delle chiare allusioni alla violenza da lui commessa, vantandosi delle sue azioni e mostrandosi persino soddisfatto di sé. Una scelta simile evidenzia una triste e complicata realtà: la totale assenza di razionalità ed empatia diffusa tra i più giovani. Mettere a rischio la vita di un coetaneo, per poi ostentare con arroganza la propria aggressione, è un preoccupante campanello d’allarme che segnala una profonda mancanza di lucidità. Si è espresso a tal proposito anche Beniamino Maschietto, sindaco di Fondi, sottolineando la pericolosità della rabbia che serpeggia tra i ragazzi. Risulta necessario contrastare il disagio giovanile con progetti concreti destinati ad arginare questo rischioso fenomeno. Le istituzioni devono essere attivamente coinvolte per regolare un’ondata di squilibrio e violenza che potrebbe altrimenti spezzare vite e ogni prospettiva di reale miglioramento.
