Ubriaco e sotto effetto di droghe si mette alla guida e causa la morte di una 29enne di Arezzo
Era passato a un incrocio a 100 km all’ora, senza fermarsi allo stop, e aveva centrato in pieno un’autovettura causando la morte di una ragazza di 29 anni e il ferimento di altre due persone. Ora dopo il patteggiamento in sede penale per omicidio stradale aggravato, il Tribunale civile di Ravenna lo ha, condannato in solido con la sua assicurazione, a pagare ai familiari della vittima circa 1 milione e 200 mila euro di risarcimento danni. I fatti risalgono al 20 aprile del 2019, alle 5 del mattino quando il barman dopo essere uscito da una discoteca di Cervia, in stato di ebbrezza alcolica e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, si metteva alla guida della sua Volkswagen, percorrendo ad alta velocità la via Pinarella (in direzione Cervia). Giunto all’intersezione stradale con via Tritone, senza moderare la velocità in un tratto di strada a visibilità limitata e in orario notturno, stando al resoconto processuale, non si fermava in prossimità di uno stop, correttamente segnalato con apposita segnaletica sia verticale che orizzontale, impattando violentemente contro la fiancata destra della Suzuki al momento dell’impatto, stava percorrendo via Tritone in direzione monte-mare. In seguito al sinistro stradale la 29ennem terza trasportata nell’autovettura Suzuki Jimni, a causa dell’urto, decedeva sul colpo “per cause da ricondursi a trauma cranio-facciale e cervicale, con fratture vertebrali e dell’emibacino destro”. Alla guida della Suzuki, c’era il convivente della ragazza, mentre nel sedile del passeggero anteriore,c’era, un’amica della coppia, ed entrambi riportavano lesioni gravissime a seguito del violento incidente. Il giudice Adriana Forastiere del Tribunale di Ravenna dopo aver raccolto alcune testimonianze, aver letto i documenti delle forze dell’ordine e dei sanitari arrivati sul posto subito dopo l’incidente mortale, e dopo aver disposto una perizia medico-legale, è arrivata alla conclusione che la responsabilità della tragedia è da attribuire unicamente al ragazzo che all’epoca aveva 22 anni, così come aveva stabilito la Giustizia penale. Inevitabile la condanna anche al risarcimento dei danni che come detto supera il milione di euro. La vittima era originaria di Arezzo e il ragazzo era stato arrestato nell’immediatezza dell’incidente mortale per omicidio stradale. La vittima era in Emilia Romagna per le vacanze di Pasqua e doveva prendere un cane per poi passare alcuni giorni al mare e rientrare in Toscana. Ma il destino aveva in serbo ben altro. Una comunità intera si era stretta all’epoca della tragedia intorno alla famiglia ad Arezzo.
(Fonte Corriere di Bologna)
