Cronaca

Troppo obeso per stare in cella, nuovo trasferimento per detenuto da 250 kg: da Cuneo e Genova ora andrà a Torino

Un detenuto di 260 chili, affetto da obesità e diabete, continua la sua odissea tra ospedali e carceri inadatti: a Torino gli è stata preparata una cella speciale con letto bariatrico, ma il problema resta strutturale. Da un carcere sovraffollato a un altro, cambia soltanto la città. Il detenuto cinquantenne, com detto, affetto da grave obesità e diabete, dopo il trasferimento da Cuneo a Genova, è stato spostato nuovamente: la nuova destinazione è il carcere torinese “Lorusso e Cutugno”. L’uomo, che oggi pesa tra i 230 e i 260 chili, vive da mesi un’odissea sanitaria e giudiziaria e penitenziaria. Dopo l’arresto a Lecce e un periodo ai domiciliari a Cuneo, era stato accolto in una Rsa di Bra, da cui fu allontanato per comportamenti minacciosi. A quel punto venne disposto il suo ingresso nel carcere di Cerialdo, dove però non è mai potuto entrare: le celle, troppo piccole, non erano compatibili con la sua stazza. È così rimasto oltre un mese nel pronto soccorso dell’ospedale “Santa Croce”, in attesa di una soluzione.

Il primo trasferimento, avvenuto a Genova, non ha risolto la questione. Le strutture del penitenziario di Marassi, già al limite per il sovraffollamento, non potevano ospitarlo in condizioni dignitose. Ora a Torino gli è stata predisposta una cella “su misura”: due stanze unite per creare un varco più ampio e lo spazio necessario a muoversi con la carrozzina elettrica. «Gli hanno installato un letto bariatrico e ricevono assistenza continua – spiega Roberto Testi, direttore della Medicina legale dell’Asl Città di Torino –. Ma resta un caso complesso, ai limiti della compatibilità con il regime carcerario».

Il carcere “Lorusso e Cutugno” ospita oggi 1.457 detenuti a fronte di 1.118 posti disponibili, con un tasso di sovraffollamento del 130%. Solo sette celle sono adattate per detenuti con disabilità. Tuttavia, la struttura dispone di un hub sanitario con 22 posti per detenuti con patologie gravi e di un “repartino” presso l’ospedale Molinette, dedicato ai pazienti in regime detentivo che necessitano di cure intensive.

Il problema, secondo Testi, resta «logistico più che medico». L’ambiente carcerario, pensato per la custodia, non è attrezzato per gestire patologie croniche e complesse come l’obesità grave. Quando entrò in carcere nel 2021 pesava circa 140 chili; oggi, a 260, la sua salute è peggiorata nonostante versi regolarmente la quota di mantenimento prevista per legge. «Stiamo monitorando la situazione – afferma Diletta Berardinelli, garante dei detenuti di Torino –. Il suo caso solleva interrogativi profondi sulla dignità della detenzione e sulle reali possibilità di cura dietro le sbarre». Un corpo troppo grande per celle troppo piccole: simbolo di un sistema che, ancora una volta, mostra tutti i suoi limiti.