Scuole al gelo a Lucca: “Andiamo a lezione con dieci gradi, non si riesce nemmeno a scrivere”
A Lucca, in pieno inverno, in alcune scuole si va a lezione al freddo. Non per modo di dire, ma con temperature che – secondo le testimonianze raccolte – scendono intorno ai dieci gradi. Una situazione che va avanti da settimane e che sta esasperando studenti e famiglie. A parlare è una studentessa della quinta Scienze applicate del Polo Fermi-Giorgi, che racconta una quotidianità difficile: «I riscaldamenti sono spenti nella maggior parte della scuola. In alcune aule, soprattutto quelle dei piani superiori adibite a laboratori, si arriva a circa dieci gradi. È una situazione assurda». Il problema, però, non riguarda solo il freddo. Dalle testimonianze emerge un quadro più ampio di strutture in sofferenza. «I bagni emanano un odore nauseante che invade i corridoi, molti sono guasti o con le porte rotte che non si chiudono. La scuola cade a pezzi: a inizio anno è crollato anche un pezzo di soffitto nell’atrio», racconta la stessa studentessa. Una madre conferma: «Mia figlia è rientrata il 7 gennaio all’istituto Fermi e tutt’ora è senza riscaldamento». Una situazione che, oltre al disagio, sta avendo ripercussioni sulla salute e sulla concentrazione. All’Itc Carrara il clima non è diverso. «In classe si gela, non riusciamo a concentrarci, a scrivere e a studiare. Andiamo a scuola per imparare, non per prendere freddo e ammalarci. Studiare è un nostro diritto», scrive un’alunna. Gli studenti parlano apertamente di protesta. «Domani andremo tutti con le coperte a scuola per cercare di dare un segnale alla Provincia. Se lunedì non verrà risolto il problema, ci sarà sciopero», spiega una studentessa di seconda.
Ma anche protestare sembra diventato complicato. Un altro studente racconta che i disagi erano già stati segnalati a fine novembre: «Con il calo delle temperature la maggior parte dei termosifoni non funzionava, soprattutto al piano terra era gelo totale. Avevano risolto temporaneamente, ma pochi giorni prima delle vacanze di Natale il problema si è ripresentato». Tanto che alcuni corsi pomeridiani sono stati annullati proprio a causa delle aule fredde.
Lo sciopero? «I rappresentanti hanno paura di andare sul penale, perché serve preavviso. L’unico giorno possibile sarebbe lunedì, ma la scuola sarà già dimezzata per le classi in partenza per la settimana bianca. Così anche la protesta rischia di sembrare inutile», racconta uno studente. Il risultato è questo: ragazzi che seguono le lezioni infreddoliti, che scrivono con le mani gelate, che non riescono a concentrarsi, mentre il tempo passa e le risposte tardano ad arrivare. Non è una questione politica, né ideologica. È una questione di diritto allo studio e di dignità degli spazi scolastici. Perché andare a scuola non dovrebbe mai significare scegliere tra imparare e non ammalarsi. Una situazione da monitorare e risolvere.
