Cronaca

Pisa, contestazioni disciplinari ai vigili del fuoco che si sono inginocchiati per le vittime di Gaza

Difficilmente commento i fatti di politica nazionale, che cosa dovrei dire? Siamo governati da una classe dirigente di scappati di casa e non passa giornata senza che qualcuno di questi se ne esca con qualche sparata incommentabile. Tuttavia stavolta, come suggeritomi dal direttore, è il caso di spendere due parole sull’ennesima cialtronata all’italiana, episodio che può apparire poco rilevante eppure ci dice qualcosa sul clima infuocato che si è creato un po’ ovunque nel mondo, dovuto all’aggressività delle destre e al militarismo crescente in diversi contesti nazionali. Il caso è quello dei vigili del fuoco che lo scorso settembre 2025, come ha riportato l’agenzia Dire, durante la manifestazione indetta a Pisa per lo sciopero generale a sostegno della causa palestinese, si sono inginocchiati durante il minuto di silenzio in omaggio alle vittime di Gaza, in particolare hanno espresso un pensiero per i bambini essendo i pompieri ambasciatori riconosciuti dell’Unicef. Ora una decina di quei vigili del fuoco che hanno compiuto questo gesto simbolico dovranno risponderne al Viminale che ha inviato loro una contestazione disciplinare relativamente alla modalità del gesto risultata evidentemente sgradita. Conoscendo il titolare del ministero la cosa dovrebbe far ridere se non ci fosse da piangere, come se non ci fossero faccende più importanti di cui occuparsi sia per il Ministro degli Interni – che si permette il lusso di perdere tempo e impiegare risorse per inezie del genere – sia per i Vigili del Fuoco, che hanno le loro emergenze a cui pensare. Praticamente si sottraggono risorse al corpo facendogli perdere tempo per qualcosa che non sta né in cielo e né in terra. Secondo i sindacati – e aggiungerei per chiunque sia dotato di buon senso – il gesto, contestato dal Viminale perché avvenuto mentre i pompieri erano in divisa, non ha nulla di anticostituzionale considerato che in ogni manifestazione le diverse categorie hanno sempre indossato la divisa d’ordinanza o gli abiti da lavoro. Secondo il Viminale invece inginocchiandosi con l’uniforme avrebbero così “discreditato tutto il Corpo” e di conseguenza potrebbero essere passibili di un provvedimento disciplinare che, fanno sapere i sindacalisti coinvolti, potrebbe arrivare fino alla sospensione con la decurtazione dello stipendio o addirittura, cosa improbabile ma possibile, al licenziamento. Ora tutti si chiederanno, cosa potrà mai accadere in un caso del genere? Semplice, si nomina una commissione disciplinare d’inchiesta che in questo caso inizierà a sentire a Roma le prime testimonianze da parte dei vigili del fuoco “incriminati”. Inutile sottolineare che i sindacati lanceranno una iniziativa pubblica con un convegno che si svolgerà la sera prima sempre a Roma per sostenere le loro motivazioni “contro la repressione della libertà d’espressione e la militarizzazione del Corpo”. Quest’ultimo risvolto appare assai rilevante perché è proprio di questo che si tratta. Gli spazi di libertà e di espressione vanno sempre più restringendosi, le voci critiche vengono screditate e silenziate a favore di una narrazione fuorviante che punta a militarizzare l’intera società e non solo il corpo dei pompieri.