Cronaca

Pedopornografia, 5 arresti e 7 indagati nell’operazione di polizia “Dark Sever” a Torino

Operazione “Dark Sever”, individuata rete di uomini che divulgava foto e video pedopornografici, 5 arresti in 7 province piemontesi. Un gruppo di uomini, dal libero professionista benestante, il padre di famiglia insospettabile al malato allettato: ecco chi sono i pedopornografi dell’operazione Dark Sever. L’operazione Dark Sever gestita dal centro operativo per la sicurezza cybernetica di Torino, in collaborazione con la polizia di stato e la polizia postale ha scoperto una rete dove si scambiava materiale pedopornografico. L’indagine è partita quando il centro nazionale per il contrasto della pedopornografia online durante dei controlli sul web, avrebbe intercettato un gruppo sul Deep Web dove si scambiavano contenuti pedopornografici. Mesi di controlli, 20 perquisizioni e ore di osservazione sul Deep Web hanno portato a 10 arresti in 7 provincie piemontesi; Asti, Biella, Cuneo, Imperia, Novara, Savona e Vercelli.

Il materiale sequestrato nelle varie perquisizioni mostrano ritratti minori anche in tenera età, sottoposti a rapporti sessuali e violenze fisiche. La polizia postale ha tratto in arresto 6 uomini che vanno dai trent’anni fino a sessanta, con diverse estrazioni sociali. Padri di famiglia, liberi professionisti facoltosi e accumulatori seriali sono uomini che, attraverso il Deep Web, avrebbero diffuso e condiviso decine di centinaia tra foto e vido pedopornografiche. Un libero professionista di Torino, alla vista delle forze dell’ordine della polizia postale, avrebbe esclamato “sapevo che prima o poi, sareste venuti a prendermi”, mentre in alcuni casi al campanello avrebbero aperto padri di famiglia o uomini allettati per gravi condizioni di salute.

in un caso gli agenti, durante una perquisizione avrebbero colto sul fatto un uomo che condivideva materiale online. Una rete macabra che porta alla scoperta di immagini cruenti, violente e che colpiscono ragazzi e bambini di ogni età. Questa operazione è un duro colpo alle reti della pedopornografia, ricordiamo poco tempo fa un’altra inchiesta portò alla luce come un medico, sempre torinese, in collaborazione con un sacerdote avrebbe creato una rete esistente da oltre 10 anni.