Cronaca

Oltre 1.200 anziani truffati con vendite porta a porta in tutta Italia, anche a Lucca

Vendite porta a porta truffa per indurre persone anziane, sole e fragili a stipulare finanziamenti: così l’organizzazione smantellata dalla guardia di finanza di Padova avrebbe raggirato almeno 1.200 vittime in tutta Italia e in Toscana fra le province di Arezzo, Firenze, Grosseto, Lucca, Prato, Siena. L’operazione ha portato le Fiamme Gialle ad eseguire all’alba di ieri 5 misure cautelari personali, fra cui una in carcere per il presunto capo del sodalizio e due ai domiciliari con braccialetto elettronico per i suoi più stretti collaboratori, nonché il sequestro preventivo del profitto dei reati per 2,5 milioni di euro con sigilli, tra l’altro, a beni di lusso comprati coi soldi illecitamente ottenuti dai protagonisti. In tutto 10 le persone iscritte nel registro degli indagati nell’inchiesta che, partita dal Veneto, ha raggiunto tutta Italia inclusa la Toscana.

I finanzieri in una nota parlano di “una serie indefinita di estorsioni e truffe a donne anziane”. Le 1.200 vittime accertate, insomma, non sarebbero che la punta di un iceberg. Oltre alle misure cautelari, sono state effettuate perquisizioni nei confronti di tutti i componenti dell’organizzazione criminale, nonché presso la società al centro delle indagini attiva nel settore delle vendite porta a porta con sede legale in Veneto. I sequestri hanno incluso immobili, autovetture, cassette di sicurezza, conti correnti, disponibilità finanziarie, denaro contante, beni di lusso quali orologi, gioielli, capi d’abbigliamento e accessori, fino a concorrenza del profitto del reato ad oggi quantificato in due milioni e mezzo di euro. In alcuni casi i venditori porta a porta, molti con precedenti, si sono ripresentati a distanza di alcuni mesi a casa delle vittime più vulnerabili e più facili da convincere, costringendole ad ordinare ulteriori articoli per la casa e rimodulare il finanziamento già attivato in precedenza che aumentava cosi nell’importo delle rate e nella durata.

In caso di rifiuto o resistenze da parte delle anziane, gli indagati minacciavano di adire le vie legali, sostenendo che il contratto di acquisto sottoscritto negli anni precedenti comportava, a loro avviso, ancora l’obbligo di ulteriori acquisti: da qui la contestata condotta di estorsione. “Molte casalinghe, alla luce della pervicacia e insistenza degli indagati, che dinanzi a loro inscenavano anche finte telefonate con sedicenti responsabili delle aziende con cui erano stati stipulati i pregressi contratti, sono cadute nella rete del gruppo delinquenziale, sottoscrivendo, loro malgrado, nuovi ordini di acquisto, pur non avendone alcuna necessità e al solo fine di liberarsi dell’oppressione esercitata dai venditori presentatisi nelle loro abitazioni”.

 

(Fonte toscanamedianews.it)