Cronaca

Lucca, interviene per difendere un ragazzo aggredito e finisce in ospedale: la storia di Sebastian Palmieri

Emergono nuovi e inquietanti dettagli sulla notte di caos vissuta fuori Porta Elisa, a Lucca nei giorni scorsi. Dopo ore di voci, testimonianze frammentarie e accertamenti in corso, abbiamo ascoltato il racconto diretto di Sebastian Palmieri, 38 anni, lucchese, residente a San Marco, uno dei cittadini che sono intervenuti in prima persona per fermare i due giovani responsabili delle aggressioni e dei danneggiamenti di quella notte di caos e violenza urbana.

Sebastian lavora stabilmente, ha una compagna e tre bambini piccoli. Venerdì sera stava semplicemente tornando a casa dopo la cena aziendale di Natale al Caffè delle Mura. «Avevo parcheggiato in via dei Macelli. Quando mi stavo avvicinando ho iniziato a sentire dei colpi forti. Avvicinandomi ho visto due ragazzi, visibilmente ubriachi e barcollanti, che prendevano a calci e pugni le auto parcheggiate, spaccando gli specchietti». Capita la gravità della situazione, Sebastian chiama subito il 112, chiedendo un intervento immediato. Nel frattempo, un altro giovane, che si trovava nei pressi del bar Celide, sentiti i rumori, interviene per cercare di fermarli. «I due si sono fatti subito violenti. Ho visto che il ragazzo era in difficoltà e sono intervenuto per aiutarlo».

A quel punto uno dei due aggressori tenta la fuga. Sebastian lo insegue fino a quando il giovane cade vicino a un’aiuola e inizia a scalciare violentemente. «Ho richiamato il 112. Mentre parlavo con l’operatore, l’altro ragazzo mi è arrivato alle spalle. Mi ha rovesciato il cappotto sulla testa e ha iniziato a colpirmi». L’aggressione è brutale. Sebastian riesce a liberarsi per un attimo, ma viene nuovamente afferrato. «Si è avvinghiato a me e ha continuato a colpirmi. Ho cercato di divincolarmi e ho chiesto aiuto». In quel momento tornano in suo soccorso il ragazzo che aveva già tentato di intervenire e, poco dopo, anche il gestore del bar del Celide. I tre riescono a separare gli aggressori e a contenere la situazione fino all’arrivo delle forze dell’ordine.

Pochi minuti dopo, sul posto arrivano le pattuglie dei carabinieri e della polizia, che prendono in carico i due giovani aggressori. Il bilancio, per Sebastian, è pesante. «Dopo 13 ore al pronto soccorso ho un occhio nero, lo zigomo tumefatto, lividi ovunque e una prognosi di 7 giorni. Lo specchietto dell’auto è in frantumi, gli occhiali da vista sono da buttare e il cappotto è strappato». Un intervento fatto per senso civico, che si è trasformato in una notte di violenza. E mentre le indagini proseguono, resta una domanda che a Lucca inizia a circolare sempre più spesso: per quanto ancora dovremo subire questo drastico aumento di violenza e microcriminalità in città? La violenza urbana è infatti purtroppo in aumento in molte, troppe, città italiane.