L’intervista al candidato alle prossime regionali toscane Tiziano Nicoletti (Avs), e la sfida di “non lasciare indietro nessuno”
L’avvocato Tiziano Nicoletti che ha trasformato la sua battaglia per la giustizia in quotidianità vissuta a testa bassa, vicino alle person,e e con l’intento chiaro di “non lasciare indietro nessuno”. Conosciuto per aver rappresentato le vittime della strage di Viareggio, Nicoletti porta in politica una visione chiara: la Toscana merita una qualità della vita migliore e il futuro si costruisce non con promesse, ma con scelte coraggiose. È candidato alle elezioni regionali dei prossimi 12 e 13 ottobre, nelle liste di Avs, per “essere uno di noi” in Regione, per essere voce determinata della Versilia e di tutta la Lucchesia.
Partiamo dalla sua priorità: la Sanità Pubblica. Lei ha usato parole molto forti, parlando di un “baluardo di civiltà” che oggi è “sotto pressione”. Cosa non funziona e qual è la sua ricetta per rimettere in piedi il sistema?
“La Sanità Pubblica in Toscana è un patrimonio, ma oggi assistiamo a una crisi del sistema. Dobbiamo chiederci: vogliamo che il diritto alla salute diventi un privilegio riservato a chi può permetterselo? Io dico no. Il problema principale sono le attese infinite. La Sanità: è un Diritto, non una Lotteria”.
Nello specifico, come affronterebbe il nodo delle liste d’attesa, che creano enormi disagi…
“La nostra missione è urgentissima: dobbiamo tagliare le liste d’attesa in modo drastico. Il nostro obiettivo è stabilire per legge che nessuno dovrà aspettare più di 30 giorni per un accertamento diagnostico. Per realizzare questo, dobbiamo intervenire su più fronti: Assunzioni Immediate: Dobbiamo assumere immediatamente i medici e gli operatori che mancano, per ridare respiro ai reparti più critici e ai Pronto Soccorso in affanno. Riorganizzazione: È necessario riorganizzare i percorsi e le priorità per garantire la continuità assistenziale. Tutela Professionale: Vogliamo tutelare la dignità salariale degli operatori sanitari. Dobbiamo investire nelle persone che ci curano e nel tempo di chi soffre”.
Un’attenzione particolare è rivolta al territorio di Viareggio e della Lucchesia, al quale lei è molto legato.
“La Versilia e Lucca sono un punto di vista strategico che ha bisogno di un rilancio forte. Dobbiamo rendere la sanità accessibile e capillare, combattendo la carenza di medici di base e intervenendo sui distretti sanitari. In sostanza: tutelare il territorio, il diritto alla cura, la dignità salariale e sociale degli operatori, e il diritto di non aspettare”.
Passiamo a un altro tema cruciale per tutti, quello della mobilità. Lei si schiera in modo netto contro i progetti degli assi viari. Perché questa posizione e cosa propone in alternativa?
“La nostra proposta è una svolta netta contro le proposte vecchie e inutili. Diciamo NO alla colata di cemento degli assi viari, che non risolverebbe i problemi ma sposterebbe solo il traffico. Il punto è: risparmieremo quei 140 milioni di euro e li investiremo interamente sul trasporto pubblico”.
In che modo questo investimento cambierà la vita dei pendolari e degli studenti?
“Vogliamo un sistema che sia realmente una valida alternativa all’auto. Investiremo su migliaia di nuovi treni, bus e navette. Questo è il futuro che vogliamo: trasporto pubblico che funziona. La mobilità deve essere accessibile, efficiente e sostenibile”.
E c’è anche un risvolto ambientale in questa scelta.
“Esatto. Quei 140 milioni serviranno anche a tutelare i nostri polmoni i nostri presidi naturali. Parlo del Serchio e del Massaciuccoli. Non sono solo natura, sono la nostra difesa contro i cambiamenti climatici. Vogliamo sicurezza e manutenzione, trasformandoli anche in un volano per il turismo sportivo”.
Come si lega l’implementazione del trasporto pubblico con le esigenze di chi si sposta per lavoro? E qual è la sua visione sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, un tema tristemente legato anche alla sua esperienza nella strage di Viareggio?
“Un trasporto pubblico efficiente è un pilastro del diritto al lavoro. Non è accettabile che chi si sveglia all’alba per andare in fabbrica o in ufficio debba affrontare odissee. I 140 milioni di euro che risparmieremo dai progetti inutili degli assi viari saranno investiti per: Potenziare le Fasce Orarie: Garantire corse più frequenti e puntuali nelle ore di punta, in modo che il mezzo pubblico sia una vera alternativa all’auto per i pendolari e non una fonte di stress. Collegamenti Intermodali: Migliorare la connessione tra le stazioni, le aree industriali e i centri urbani. Per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, è un tema che mi sta profondamente a cuore e che ho vissuto in prima persona. La strage di Viareggio è una ferita che ci ricorda che la sicurezza non è un costo, ma un dovere fondamentale. Più Controlli e Sanzioni Severe: Dobbiamo aumentare i controlli ispettivi, agendo con rigore contro chi mette a rischio la vita dei lavoratori per un profitto. Cultura della Prevenzione: La Regione deve investire in modo massiccio nella formazione sulla sicurezza, a partire dalle scuole e nei percorsi di apprendistato. Non si tratta solo di norme, ma di costruire una cultura della vita e della dignità del lavoratore. Il diritto di tornare a casa sani e salvi è inalienabile”.
“Lei ha parlato di rilancio del territorio. In che modo intende sostenere il commercio di vicinato, l’artigianato e le piccole-medie imprese, e quale ruolo possono avere questi settori nel rendere le nostre città più sicure e decorose?
“Il commercio di vicinato e l’artigianato non sono solo economia; sono un presidio sociale e anti-degrado. Le città si accendono e diventano più sicure quando le vetrine sono illuminate, quando le strade sono vissute. La nostra ricetta è chiara: Meno Burocrazia e Più Incentivi: Dobbiamo tagliare la burocrazia asfissiante e fornire incentivi concreti, anche fiscali, a chi decide di aprire o mantenere un’attività in aree dismesse o a rischio egrado. Formazione e Innovazione: L’artigianato toscano è un’eccellenza, ma deve essere supportato nell’innovazione. Investiremo in percorsi di formazione continua per garantire che le PMI e le botteghe possano affrontare le sfide del mercato moderno senza perdere la loro identità”.
Lei ha parlato più volte di “coraggio” in campagna elettorale. Qual è il coraggio che chiede agli elettori in queste regionali?
“Chiedo il coraggio di non accettare più di aspettare, di non rassegnarsi a un sistema in affanno. Chiedo di non votare chi “guarda indietro” e propone soluzioni vecchie. Dobbiamo portare avanti le sfide decisive. Il futuro si decide ora. Ho l’esperienza e la competenza per farcela, e il mio impegno è chiaro: la Regione deve essere vicina ai cittadini, non un “servizio non dovuto”.
Il messaggio di Nicoletti è chiaro: la Toscana ha bisogno di coraggio. Voi cosa ne pensate? Siete pronti per provare a innescare un vero cambiamento? Si vedrà.
