Cronaca

Le due soluzioni possibili nel caso in cui la Santanchè non dovesse dimettersi come chiesto da Giorgia Meloni

Malgrado le voci di possibili dimissioni che si sono susseguite per tutta la giornata di ieri, la ministra del Turismo ha continuato a lavorare regolarmente sentendo i suoi collaboratori, anche se non è stata presente fisicamente al ministero. Al momento, fanno sapere fonti del ministero, sono confermati tutti gli impegni in agenda per oggi e per i prossimi giorni. Due soluzioni possibili.
È chiaro che, con una richiesta così esplicita della premier, la resistenza della ministra del Turismo non può durare troppo a lungo. Cosa può succedere ora? Ci sono due possibili soluzioni concrete alla crisi. La prima: dopo una notte di riflessioni, magari dopo i saggi consigli dell’amico e mediatore La Russa, Santanchè darebbe il suo addio entro la mattinata di oggi, probabilmente con un comunicato stampa diffuso anche per continuare a ribadire la sua innocenza nelle vicende giudiziarie che la coinvolgono. È la soluzione auspicata dai vertici di Fratelli d’Italia, senza strappi ulteriori.

Una sfiducia in aula,come extrema ratio. Il secondo sbocco della crisi, invece, sarebbe molto più traumatico. Senza dimissioni volontarie, il caso Santanchè passerebbe infatti da un voto in Parlamento, con una sfiducia individuale. La mozione di sfiducia nei confronti della ministra potrebbe essere calendarizzata in tempi brevissimi in Senato, perché è stata già annunciata dal Partito democratico. E passerebbe con l’astensione dei gruppi della maggioranza di governo, oppure addirittura con un voto favorevole dei gruppi stessi. Insomma: una ministra del governo che verrebbe sfiduciata in Parlamento dalla sua stessa maggioranza. Un caso più unico che raro nella storia della Repubblica.

(Fonte Today)