Le accuse interne a Ben Gvir di “seminare distruzione e caos” nella società israeliana e di manipolare bande di criminali e assassini
L’attenzione sul Medio Oriente si è un po’ affievolita complici il periodo festivo e l’apertura del fronte caraibico da parte degli Stati Uniti di Donald Trump con il relativo sequestro del presidente legittimo del Venezuela Nicolas Maduro, evento che ha monopolizzato le prime pagine dei giornali e delle testate in rete. Per rimediare a questa stasi al fine di chiudere l’articolo sono andato a spulciare e tradurre qualche notizia tratta dalla versione online del The Times of Israel che ci fornisce uno spaccato dell’attuale contesto politico israeliano. Apprendiamo così che il leader del Partito Democratico Yair Golan intervenendo a una conferenza ha accusato il Ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir di “seminare distruzione e caos” nella società israeliana e di manipolare bande di criminali nella società araba come copertura per la repressione del dissenso, criticando aspramente quelle che ha definito come “le dimostrazioni di potere della polizia senza affrontare la criminalità”.
L’accusa lanciata verso il governo è quella di chiudere un occhio sull’ondata di criminalità che sta sconvolgendo la società araba, che ha già causato sette vittime nel 2026. “Giovani meritevoli, intelligenti e laboriosi, pieni di potenziale, vengono bloccati da un governo che non ha alcun interesse per il loro futuro, che li perseguita, li mette in pericolo e li lascia morire”, ha affermato aprendo ai partiti della componente arabo israeliana. Israele è investito da forti tensioni sociali dovute sia allo stato di guerra permanente che all’insofferenza di alcuni settori della società verso le politiche governative e in particolare verso i diffusi casi di corruzione che riguardano il governo di Benjamin Netanyahu e la sua persona. Secondo Channel 12 News proprio oggi il primo ministro ha avuto una conversazione telefonica con Jonatan Urich, dopo che le restrizioni che riguardavano quest’ultimo sono state sospese. Su di lui grava l’accusa della magistratura israeliana di aver preso denaro per orchestrare negli anni scorsi una campagna pro Qatar nonostante questo paese avesse stretti legami con Hamas. Urich, che lavorava per Netanyahu, insieme ad altre persone vicine al capo del governo è inoltre sospettato di avere contatti con agenti stranieri oltre alla corruzione, frode e riciclaggio di denaro. In tutto ciò l’ennesima notizia assai rilevante ma passata un po’ in sordina è stata il riconoscimento da parte di Israele del Somaliland lo scorso 26 dicembre 2025. I media somali hanno riferito di una visita del Ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar che non ha commentato la notizia ma che avrebbe incontrato il presidente Abdirahman Mohamed Abdullahi nella capitale Hargeisa. Cosa determina questo riconoscimento formale da parte di Israele? Semplicemente è il primo paese a riconoscere la Repubblica del Somaliland, che nel 1991 aveva proclamato la separazione dalla Somalia, e che negli ultimi decenni è stata sostenuta in maniera più o meno occulta e trasversale. Tutto ciò è determinato dalla volontà israeliana di avere un altro attore regionale che sottoscriva gli accordi di Abramo e nella cinica ottica opportunistica del governo sionista avere un paese in cui dislocare un certo numero di profughi da Gaza. Esistono inoltre altre ragioni strategiche legate al controllo di una vasta area che va dalla Valle del Nilo fino al Golfo di Aden. A quanto pare anche il Sud Sudan, il più recente stato africano, ha fatto sapere di voler riconoscere il Somaliland. E guarda un po’ è proprio a Israele e agli USA che il Sud Sudan deve la sua indipendenza dal Sudan ottenuta nel 2010. Se tutto ciò dovesse concretizzarsi entrambi i paesi di fatto diverranno satelliti di Tel Aviv.
