“L’amore in teoria”, una commedia romantica dei nostri giorni molto ben riuscita e gradevole
È arrivato da pochissime settimane su Netflix, entrando subito tra le prime posizioni in classifica sulla piattaforma, il film “L’amore, in teoria”, uscito nelle sale cinematografiche italiane lo scorso aprile e diretto da Luca Lucini. L’incredibile successo di questa pellicola è tutto racchiuso nella sua trama, travolgente e leggera, e nello straordinario talento degli interpreti, attori capaci di far vivere ogni singola emozione attraverso il loro talento.
Il protagonista della storia, interpretato dal giovane Nicolas Maupas, è Leone, un 22enne prototipo di ciò che si intende con l’espressione “bravo ragazzo”. È impeccabile negli studi, da sempre il primo della classe, e nella vita. Studia alla facoltà di filosofia ed è quasi arrivato alla fine del suo eccellente percorso accademico, tutto va nella giusta direzione, quella scelta da lui. Ancora non sa, però, che presto qualcosa lo allontanerà dall’immagine perfetta che ha costruito di sé. Il suo più grande punto debole è dai tempi del liceo Carola, Caterina De Angelis, che sfrutta i sentimenti che Leone prova nei suoi confronti senza ricambiare; è proprio a causa sua che il protagonista si metterà nei guai. Ricadrà su di lui la responsabilità di un reato commesso da Manuel, il vero ragazzo di Carola, malvisto dai genitori di lei. Questo errore costringerà Leone ai servizi sociali; inizialmente la punizione ricevuta gli sembrerà un grosso problema, un intoppo che blocca il suo già prestabilito progetto per il futuro, ma capirà molto in fretta che, in realtà, si tratta della cosa migliore che gli potesse capitare.
Incontra in questo nuovo ed inaspettato spazio della sua vita Flor, Martina Gatti, un’attivista fortemente convinta dei suoi principi, sicura dei valori in cui crede. La ragazza metterà in subbuglio i pensieri di Leone, gli aprirà gli occhi verso la scoperta di sé, dimostrandogli che si può vivere anche senza sforzarsi di sembrare costantemente perfetti. Il protagonista è colpito dal modo in cui Flor interpreta il mondo, dallo sguardo con cui osserva ciò che la circonda. Il rapporto con lei è profondo, autenticamente sincero; gli permetterà di comprendere che l’amore che conosceva prima corrispondeva soltanto alla superficie, era solo un’idea.
Ad insegnargli tutto ciò e tanto altro, con la naturalezza di un maestro che non ha bisogno di libri o titoli per poter essere un esempio, è un senzatetto, interpretato da Francesco Salvi, che arriva nelle sue giornate proprio in questo periodo, perfettamente in tempo per aiutarlo verso la riscoperta della sua essenza, quella che neppure lui conosceva. Tra imprevisti, inedite scoperte e rinnovate consapevolezze, si risveglia con lo sguardo di una persona nuova. Non è più il ragazzo di un tempo, ora è diventato un 22enne a volte impaurito, spesso incasinato, ma innamorato dell’amore e della vita. Sì è liberato da tutti i pesanti schemi che lo imprigionavano, ha inaspettatamente raggiunto la libertà.
È un film che descrive in maniera a dir poco impeccabile la realtà vissuta dai giovani d’oggi, un percorso costellato da faticose salite e improvvise discese, un viaggio di crescita e maturazione che si trasforma in bellezza se condiviso con le persone che più si abbinano al proprio sorriso.
