La storia di Maria, offesa e picchiata in pubblico da un uomo che poi è scappato via messo in fuga dai passanti
Una storia di violenza su una donna, l’ennesima, che voleva solo parlare e chiarire un malinteso e alcune offese ricevute. Ma troppo spesso gli uomini diventano disumani e brutali quando hanno a che fare con donne, un problema serio, grave, di cui non si parlerà mai abbastanza. Maria Leonardi, 18 anni, ha deciso di raccontare pubblicamente ciò che le è successo dopo essere stata aggredita da un ragazzo, in provincia di Reggio Calabria. Tutto è iniziato con un video pubblicato su TikTok, in cui mostrava i lividi e i graffi sul viso con scritto: “Denunciate”. Nella descrizione spiegava che un ragazzo l’aveva insultata e poi picchiata quando aveva cercato di chiarire una situazione. “Mi trovavo a casa mia quando un uomo mi insultò chiamandomi pu…na. Mi sono difesa, ho sbagliato. Decisi di incontrarlo per un confronto ma lui decise di deridermi davanti a tutti, in strada, picchiandomi e colpendomi al viso. Mi ha fatta sentire piccola. Ringrazio qualsiasi Dio per essermi salvata”, aveva scritto sui social. Il messaggio si chiudeva con un richiamo alle donne e alle ragazze: “Denunciate. Qualsiasi parola, abuso o violenza… non state in silenzio”.
Il giorno successivo, Maria ha pubblicato un secondo video, questa volta parlato, con ancora i segni evidenti sul suo viso, in cui raccontava in modo più preciso cos’era successo. Ha spiegato che tutto era iniziato quando aveva invitato a casa sua un’amica di 15 anni per passare del tempo insieme. L’amica era fidanzata con un ragazzo di 19 anni che però non sapeva dove si trovasse la sua ragazza. Quando ha scoperto che la fidanzata era da Maria e non a casa, ha iniziato a insultarle entrambe pesantemente.
Maria, sentendosi attaccata, aveva deciso di incontrarlo per chiarire, e si era fatta accompagnare da un amico per sicurezza. Una volta arrivati sul luogo dell’incontro, la discussione iniziò a degenerare: il ragazzo l’avrebbe aggredita fisicamente, tirandole i capelli, colpendola alla testa e graffiandole il viso. L’aggressione si sarebbe fermata solo grazie all’intervento dei passanti, e dell’amico, mentre il ragazzo sarebbe scappato via.
Contattata da FungoMag e ci ha raccontato ulteriori dettagli. Maria ci ha detto che quando è andata a sporgere denuncia, la polizia, secondo lei, avrebbe dovuto darle più attenzione. Solo in tarda serata, sempre secondo il suo racconto, un agente l’avrebbe poi richiamata al telefono chiedendole di tornare il giorno successivo per raccontare tutto con calma ed effettuare la denuncia. Cosa che è stata fatta. Nonostante la paura, quindi, Maria ha scelto di condividere la sua esperienza anche per dare forza ad altre ragazze: “Non sono la prima e non sarò l’ultima”, (purtroppo) ha raccontato sui social. Vuole far sapere che nessuno dovrebbe sentirsi sola o in colpa quando subisce violenza, e che denunciare è importante. Poi c’è tutto quello che dovrebbe fare la società intera a tutela delle donne, e non si può scaricare un problema così enorme, con centinaia di vittime (106 solo nel 2024) e migliaia di casi di violenza ogni anno, solo ed esclusivamente sulle spalle delle forze dell’ordine e della magistratura che per definizioni intervergono dopo l’episodio violento o il femminicidio. Quindi tutti dobbiamo e possiamo fare qualcosa per dire “no alla violenza contro le donne”, sempre.
